Antidoto alla peste dell’Alzheimer: farmaco che vaccina e cura. Tra tre anni sapremo

Pubblicato il 26 aprile 2010 16:05 | Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2010 16:49

Un vaccino contro il morbo di Alzheimer, in grado di rallentare fortemente il decorso della malattia. Questo il frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori austriaci e che potrebbe portare, nel giro di qualche anno, a trovare finalmente una cura per una delle più insidiose e diffuse malattie della senilità. Per ora il farmaco Ad02 è ancora in fase di  sperimentazione e, per la precisione, non è neppure un vero e proprio vaccino visto che viene somministrato a soggetti già ammalati. Ma se i risultati dovessero essere quelli sperati dai ricercatori partirà immediatamente una nuova fase per confezionare un vaccino “puro”, da somministrarsi, cioè, a soggetti sani per prevenire la diffusione del  morbo di Alzheimer.

Il nuovo farmaco è frutto di una ricerca del laboratorio britannico GlaxoSmithKline, e ha coinvolto, nella prima fase, diversi paesi europei tra cui Austria, Germania, Francia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Croazia. In Italia la sperimentazione è coordinata dalla Fondazione Santa Lucia di Roma e alla nuova fase parteciperanno  complessivamente 30 pazienti fra Roma, Milano, Firenze, Genova e Brescia. Si tratta di soggetti di età inferiore ai 55 anni e con una patologia ancora in fase lieve o moderata. Il vaccino, infatti, non è in grado di far regredire la malattia ma ne rallenta fortemente il decorso.

Spiega Elio Scarpini, neurologo dell’Università di Milano che “il vaccino sarà sia preventivo sia terapeutico e già su modello animale, topi e scimmie per la precisione, ha dimostrato di ridurre in maniera significativa le placche senili che si formano nel cervello e che sono la base della malattia di Alzheimer”. Al momento l’Ad02 ha brillantemente superato la prima fase di test risultando, secondo quanto detto dallo stesso Scarpini “ben tollerato” dai volontari che si sono sottoposti alla sperimentazione. Il difficile, però, viene adesso perché è dalla fase al via in questi giorni che si attendono le prime e decisive risposte sull’efficacia. Per 0ra, insomma, si sa che l’Ad02 non fa male. A breve sapremo se fa anche bene.

Il funzionamento del nuovo farmaco sulla carta è relativamente semplice: nei soggetti ammalati di Alzheimer si formano una serie di placche che producono infiammazione e perdita di funzionalità da parte dei neuroni. L’Ad02 interviene proprio sulle placche producendo una serie di anticorpi specifici che ne favoriscono il distacco e la successiva eliminazione.

Il morbo di Alzheimer riguarda circa 26 milioni di persone di cui 800.000 in Italia: una cifra destinate a salire di pari passo con l’aumento dell’età media della popolazione. La malattia, che di norma compare dopo i 60 anni anche se non mancano casi precoci, aggredisce le cellule celebrali. In una prima fase i soggetti colpiti accusano solo lievi disturbi della memoria ma, con il procedere della malattia, il quadro clinico peggiora fino a portare ad una sostanziale demenza.

I tempi per la cura anti Alzheimer, ovviamente, sono ancora incerti anche perché un vaccino, prima di diventare tale deve superare tra distinte fasi di test. L’Ad02 ha già brillantemente superato la prima, quella in cui,  si misura su un campione ridotto di persone, la sicurezza del preparato.  Nella fase 2, invece, il campione di volontari diventa più vasto e si tirano le prime somme sull’efficacia del farmaco. In caso di risposte incoraggianti si arriva alla terza e ultima fase, quella che riguarda campioni di migliaia di persone e precede l’eventuale immissione del vaccino sul mercato. Fino ad oggi, però, nessuna ipotesi scientifica di vaccino anti Alzheimer ha ancora raggiunto la fase 3.

Il nuovo vaccino, ad ogni modo, sembra decisamente sulla strada giusta anche se, per avere risposte definitive, bisognerà aspettare la fine della sperimentazione che non avverrà prima degli ultimi mesi del 2012.