Da India e Pakistan arrivano da noi nuovi “superbatteri” resistenti agli antibiotici

Pubblicato il 11 agosto 2010 12:46 | Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2010 14:00

virusViaggiano con i ‘turisti della salute’, coloro che vanno in India e in Pakistan a farsi operare a prezzi stracciati, e poi arrivano in Europa, in America, in Africa. Sono dei nuovi superbatteri, resistenti anche agli antibiotici piu’ potenti, come descritto dalla rivista Lancet Infectious Diseases. Partiti da Pakistan e India sono gia’ arrivati in Gran Bretagna, portati dai pazienti che vanno in Asia a caccia di trattamenti low cost soprattutto cosmetici, e altri casi sono stati segnalati in Usa, Canada e Australia. A dare la resistenza ai batteri e’ un gene che esprime un enzima chiamato Ndm-1, che permette all’organismo che lo ospita di essere immune anche ai carbapenemi, gli antibiotici piu’ potenti conosciuti. Secondo gli esperti questo tratto genetico e’ in grado di ‘saltare’ tra batteri diversi, e potrebbe diffondersi in maniera incontrollata.

Lo studio ha esaminato 37 casi emersi in Gran Bretagna, piu’ diversi campioni di questi batteri prelevati in India e Pakistan. Dei casi inglesi molti riguardavano persone che erano state in Asia per sottoporsi a qualche trattamento medico. ”L’India fornisce trattamenti medici a basso costo anche a diversi altri paesi, come gli Usa e il Canada – scrivono gli autori – per cui c’e’ un forte rischio che i batteri di questo tipo si diffondano in tutto il mondo”. I casi britannici esaminati sono stati trattati con un cocktail di farmaci, ma almeno uno si e’ rivelato resistente a tutti gli antibiotici conosciuti.

”La diffusione potrebbe essere fermata con semplici accorgimenti igienici per gli ospedali, come la disinfezione degli strumenti e l’uso di saponi antibatterici per medici e infermiere – concludono i ricercatori della Cardiff University – ma e’ importante che l’espansione di questi superbatteri sia monitorata attentamente”.