Rai e sinistra: Lorenza Lei “speranza” per una “nuova stagione”? A futura memoria…

Pubblicato il 8 maggio 2011 23:41 | Ultimo aggiornamento: 8 maggio 2011 23:41
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Il nuovo dg Rai Lorenza Lei

ROMA – L’hanno descritta come elegante, seria, competente e cattolica. È Lorenza Lei, la prima donna ad aggiudicarsi la poltrona di direttore generale della Rai. Stando alle dichiarazioni post nomina, piace praticamente a tutti, sinistra compresa.

Se rilancerà l’azienda di viale Mazzini sarà il tempo a stabilirlo, nonostante già alcuni sostengano che voglia eliminare i reality dai palinsesti. Intanto ci limitiamo a ricordare i fatti: designata all’unanimità dal Cda Rai il 3 maggio, la nomina di Lorenza Lei viene formalizzata il giorno successivo con lodi e auguri bipartisan.

Poi vogliamo fare un piccolo promemoria per la sinistra, raccogliendo tutte le dichiarazioni dell’opposizione che guarda alla “speranza” di “una nuova stagione” per “un’azienda paralizzata” che dovrebbe aprirsi proprio con la neo dg, considerata l’anti-Masi.

I primi commenti positivi ovviamente arrivano dagli ambienti Rai in quota Pd. Il presidente della Rai, Paolo Garimberti, spiega di aver proposto al Cda Lorenza Lei perché ritiene ”possa rappresentare quello che definirei un direttore generale di garanzia”. Gerimberti dimentica che lui non conta proprio nulla e che la designazione del direttore generale è di competenza del ministro del Tesoro, che a sua volta esegue quello che gli dice il capo del Governo, nello specifico Silvio Berlusconi.

La responsabilità formale spetta però al ministro, tanto che il povero Domenico Siniscalco dovrà pagare la sua quota di11 milioni di euro di danno erariale inflitti ai consiglieri che votarono a suo tempo la nomina di Alfredo Meocci e a Siniscalco che appunto la propose. Tanto è responsabile personalmente il ministro che la Corte dei Conti ha tenuto esente Vittorio Grilli, il direttore generale del Tesoro che comunicò al Consiglio Rai la designazione di Meocci, ritenendolo poco più che un fattorino, con la conseguenza, certamente non voluta, di non sporcare il nome di Grilli, Tremonti boy potenziale successore di Mario Draghi alla guida della Banca d’Italia.

Garimberti però ha voluto dire comunque la sua e ha perso probabilmente una nuova eccellente occasione per tacere e non parlare in modo non opportuno:  ”In questo particolare momento” c’è ”la necessità di una scelta improntata a logiche di tipo aziendale, manageriali, basate su criteri legati alla conoscenza dei problemi e all’esperienza professionale”. Ecco perché a suo avviso ”occorre rimboccarsi subito le maniche e – sottolinea ancora Garimberti – dal mio punto di vista, chi già conosce l’azienda ha dalla sua una maggiore forza e può contribuire più rapidamente a far ritrovare quello spirito unitario di gruppo che ha sempre contraddistinto la Rai nei momenti di difficoltà. In questa chiave, l’unanimità registrata sulla proposta è un buon segnale”.

Sergio Zavoli, presidente della commissione di vigilanza Rai, dice di apprezzare ”senza riserve la scelta di un direttore generale donna per una ragione non unica né semplice: perché una nuova sensibilità istituzionale, cioè, potrebbe porsi, tra l’altro, il problema di come viene rappresentata la personalità femminile sugli schermi del servizio pubblico”.

Il sindacato dei giornalisti Usigrai esprime soddisfazione per l’unanimità nella scelta della Lei e si augura che questo ”segni l’inizio di una nuova era nell’azienda di servizio pubblico e di un nuovo metodo di lavoro”.

Per il consigliere di amministrazione Giorgio Van Straten “Lorenza Lei è una grande lavoratrice. Da lei mi aspetto che faccia ripartire la macchina Rai”. E ancora: “Credo che in primo luogo ci sia necessità di far ripartire un’azienda che è paralizzata, divisa, in grande difficoltà per una gestione assolutamente negativa da parte del precedente direttore generale. Mi auguro che questa scelta, che è stata fatta unanimemente dal consiglio di amministrazione, permetta una svolta rilevante”.

Su Masi Van Straten sottolinea che sarà ricordato “per i suoi goffi tentativi di censura e di colpire una serie di trasmissioni non gradite dal presidente del Consiglio, ma – aggiunge – dal mio punto di vista, dall’interno dell’azienda, ricorderò soprattutto la sua incapacità gestionale, che è stata ben più grave”.

“La Rai è paralizzata – ribadisce Van Straten – non facciamo nomine da un anno, ci sono contratti da rinnovare, produzioni che devono partire. Occorre far ripartire la macchina nella sua gestione ordinaria”.

Con la dg fresca di nomina, le agenzie di informazione si riempiono di dichiarazioni a cascata. Il consigliere di minoranza Nino Rizzo Nervo precisa: “Le premesse per far dimenticare la fallimentare e imbarazzante gestione del precedente direttore generale ci sono tutte: la dottoressa Lorenza Lei conosce l’azienda, ha competenza, capacità e può mettere a frutto la significativa apertura di credito da parte del Consiglio di amministrazione che l’ha nominata all’unanimità”. Aggiunge: “Adesso spetta a lei riparare in fretta le falle e cambiare la rotta per mettere in sicurezza il servizio pubblico radiotelevisivo. La sua nomina rappresenta inoltre un importante riconoscimento alle professionalità interne della Rai che sono numerose e che sono state in questi ultimi due anni troppo spesso mortificate”.

Giorgio Merlo, deputato Pd e vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai commenta: ”L’indicazione all’unanimità da parte del Cda Rai di Lorenza Lei a direttore generale conferma che è il miglior candidato per gestire questa difficile fase del servizio pubblico. Quella di Lei è una candidatura che può riportare la Rai alla credibilità e all’autorevolezza che da sempre le appartiene”.

Il senatore Pd Vincenzo Vita, che ne ha viste troppe nella sua vita per caderci mani e piedi, è più cauto: “La nomina di Lorenza Lei alla direzione generale della Rai rappresenta una novità: per la prima volta una donna è ai vertici dell’azienda di Stato”. Poi fa notare: “Non è certo facile nella stagione berlusconiana e nell’era dell’oscurantismo mediatico ‘fare la rivoluzionè nel e del servizio pubblico. Certo, dopo Masi non si può che fare meglio. Ma è prematuro dare valutazioni o giudizi. Si vedrà, per ciò che è di competenza, in corso d’opera sulle principali scelte industriale ed editoriali.

“Oggi la Rai – prosegue Vita – versa in una crisi profonda. Tuttavia, è lecito avere una speranza immediata. È augurabile davvero che il primo direttore donna ridia dignità proprio alle donne, diventate tante e troppe volte nei palinsesti oggetto di pura mercificazione. Non se ne può più. Si rispetti il corpo femminile e si valorizzino le intelligenze”.

Come tutti sanno, anche se pochi e poche se la sentono di dirlo, i peggiori nemici delle donne sono proprio le donne, ma ormai, in pieno ciclone quote rosa, nessuno vuole rendersi conto che parlare delle donne come se ne parla ora è solo mettere le donne sullo stesso piano di una categoria di handicappati: degni del massimo rispetto, anche perché può capitare a tutti prima o poi di entrare a farne parte, ma proprio in quanto  tali non proprio in condizioni da essere favoriti, vuoi per pregiudizio e crudeltà umana, vuoi per realismo e pertanto da proteggersi con speciali assegnazioni di posti e parcheggi.

Il capogruppo del Pd in Vigilanza, Fabrizio Morri, sostiene con sicurezza la neo dg: “Sono certo, conoscendo il suo profilo professionale e aziendale, che saprà rilanciare – continua Morri in una nota – il ruolo di un servizio pubblico radiotelevisivo autonomo dai governi e capace di interpretare al meglio la realtà della società italiana nel suo insopprimibile pluralismo culturale. L’aspetta un lavoro duro, difficoltà di bilancio serie, una transizione assai difficile al digitale terrestre, una conflittualità interna da superare. La sua designazione unanime da parte del consiglio di amministrazione della Rai è un fatto positivo che potrà avere importanza decisiva per voltare pagina rispetto agli anni che ci stanno alle spalle”.

Molto positiva la visione del senatore Pd Raffaele Ranucci che afferma: “Con la competenza e la serietà di Lorenza Lei, la Rai potrà finalmente tornare ad essere quel servizio pubblico che, in Italia, manca da anni. Alla professoressa Lei vanno i migliori auguri di buon lavoro, nella certezza che saprà assolvere l’incarico di Direttore Generale della Rai con professionalità, lungimiranza e imparzialità”.

Di Lorenza Lei il deputato Pd ed ex conduttore, Andrea Sarubbi, invece, elogia la conoscenza del mestiere e della tv: “La sua nomina a direttore generale della Rai arriva forse con qualche anno di ritardo rispetto al dovuto, ma è comunque un’ottima notizia per la tv pubblica: dopo una lunga fila di manager esterni che non sapevano neppure cosa fosse una telecamera, viene finalmente premiata una importante risorsa interna della Rai, che conosce alla perfezione l’azienda in cui è cresciuta professionalmente”.

Poi aggiunge: “In ogni campo, l’azienda è piena di professionalità – prosegue Sarubbi – che attendono solo di essere valorizzate: mi auguro di cuore che il voto unanime del Cda per Lorenza Lei segni l’inizio di una inversione di tendenza anche in questo senso. Dal nuovo direttore generale ci aspettiamo che la Rai smetta di essere proprietà privata di chi vince le elezioni, ma che torni a svolgere in pieno la sua funzione di servizio pubblico – conclude Sarubbi – patrimonio di tutti gli italiani”.