Streaming e peer to peer nel mirino: l’Agcom annuncia battaglia contro la pirateria informatica

Pubblicato il 11 Novembre 2010 16:10 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2010 9:15

Lotta alla pirateria su Internet da parte del Garante per le Comunicazioni: in rampa di lancio c’è un pacchetto di misure indirizzate alle società che forniscono l’accesso al web (i cosiddetti Isp). Come hanno spiegato Aldo Fontanarosa e Alessandro Longo in un articolo pubblicato su Repubblica, “il Garante vuole che queste società mettano a disposizione i dati sui «flussi di traffico». Flussi copiosi di bit – sostiene il Garante – possono nascondere l’invio abusivo di programmi”.

Nel mirino, hanno sottolineato i due giornalisti, “finiscono la trasmissione in streaming di contenuti di punta (film, calcio) anche dal vivo. Poi lo scambio di file tra privati (il peer-to-peer), infine la catalogazione dei file che possa agevolarne la «diffusione gratuita tra gli utenti»”.

Potrà segnalare il sito fuorilegge, è scritto nell’articolo, “l’autore dell’opera trafugata, la società che ne detiene i diritti, la Siae, infine il Nucleo della Finanza specializzato in questi reati. Una volta ricevuta la denuncia, il Garante individuerà il titolare del sito e gli spedirà la contestazione. Il sito sotto accusa avrà la miseria di 5 giorni per spedire una memoria difensiva a un indirizzo e-mail del Garante, che poi emetterà il verdetto. Nel caso sia impossibile individuare il titolare, il Garante potrà oscurarne il sito. E potrà decidere – ancora – la «rimozione selettiva dei contenuti protetti», il blocco della diretta inlive-streaming, il congelamento «delle porte Ip» che permettono lo scambio di file tra privati. Il Garante guarda con interesse anche ad una pratica che gli operatori di telefonia mobile attuano già oggi. Consiste nel creare degli “imbuti” nella Rete per impedire la trasmissione di grossi file (con film o canzoni)”.

Ma esisterebbero delle eccezioni: “Esclusi dalle norme del Garante i siti di social network (Youtube ad esempio), ma solo quando diffondono nostri video amatoriali. Il Garante si incammina su questo terreno scivoloso della lotta alla pirateria perché glielo chiede il decreto Romani dell’aprile 2010. Il pacchetto di regole sarà sottoposto ora a consultazione pubblica perché chiunque possa proporre aggiustamenti”.

Parallelamente, hanno proseguito i due giornalisti di Repubblica, “il ministro perlo Sviluppo economico Romani porta a casa un primo accordo tra Telecom, Vodafone, Fastweb, Tre, Wind, Bt Italia e Tiscali. Le aziende creeranno una società comune che metterà il primo pilastro della nuova Rete per la navigazione ultraveloce. La società non realizzerà la rete in senso stretto, ma le “infrastrutture passive” (scavi, tubi). Nella società potrà esserci la mano pubblica attraverso la Cassa Depositi e Prestiti. «E’ stata trovata una soluzione di compromesso», dice cauto il Garante delle Comunicazioni Calabrò, che invita le 7 aziende a seguire ancora la stella polare del dialogo. Entro tre mesi, dovranno varare il piano esecutivo della società comune, con la strategia di business e le regole di governo. La trattativa, su questo, non sarà una passeggiata. Ma andare avanti è necessario – avverte il commissario Ue, Kroes «perché l’Italia deve tenere il passo degli altri Paesi nella sfida digitale»”.