Ungheria: finalmente l’Italia è un modello. Di leggi-bavaglio

di Giuseppe Giulietti
Pubblicato il 22 dicembre 2010 12:24 | Ultimo aggiornamento: 22 dicembre 2010 12:24

Il premier ungherese Viktor Orban

Grazie Ungheria, finalmente l’Italia potrà levarsi la maglia nera in libertà di informazione!

Finalmente una bella notizia per il nostro paese, per una volta non siamo arrivati primi nella approvazione delle leggi bavaglio. Sul filo di lana ci ha bruciato un paese amico, il parlamento fratello, come si usava dire ai bei tempi del muro di Berlino, dominato da una maggioranza di destra, ci ha preceduto approvando una legge che introduce forti limitazioni al libero esercizio del diritto di cronaca.

Sono state approvate sanzioni fortissime a carico degli editori e dei giornalisti, è prevista la chiusura dei giornali disobbedienti, è stato allargato il regime delle materie secretate, è stata vietata la pubblicazione delle intercettazioni.

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Non contenti i sostenitori del presidente Orban hanno pensato bene di istituire una specifica autorità che sarà eletta direttamente da loro e che avrà il compito di vigilare sulla piena applicazione delle norme e delle pene.

Per altro alcune di queste dsposizioni i erano già in vigore durante il regime comunista e sono state ora ripresa da una maggioranza che si definisce di destra, quasi berlusconiana, ma che ha ereditato le peggiori pulsioni di quel regime.

Lo stesso spirito illiberale si registra in Bulgaria e nella Russia di Putin, dove i media sono sottoposti a continue vessazioni e già si progettano nuove norme per mettere sotto controllo la rete.

Quello che è accaduto in Ungheria e che ha suscitato la reazione degli editori e dei giornalisti di quel paese non è solo un loro affare privato, ma una questione che ci riguarda direttamente.

Sino ad oggi, infatti, le leggi bavaglio all’italiana erano rimaste isolate, sanzionate dalle autorità europee, legate alla particolare anomalia italiana, figlie del conflitto di interessi.

Non è certo un caso che questi segnali arrivino da paesi ex comunisti che non hanno ancora nel loro dna il pieno riconoscimento dei diritti di libertà, a partire da quelli relativi alla libera circolazione delle idee e delle notizie.

Una ultima annotazione: durante il dibattito ungherese alcuni parlamentari della destra hanni citato come testo di riferimento proprio la legge museruola italiana, per una volta siamo stati portati ad esempio.

Finalmente esportiamo qualcosa: i bavagli.