Abissine rigate, La Molisana e quella pasta dal “sapore littorio”. L’azienda le cambia in normalissime conchiglie

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Gennaio 2021 14:00 | Ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2021 14:00
Abissine rigate molisana

Abissine rigate e Tripoline, La Molisana e quella pasta dal “sapore littorio”. L’azienda: “Nessun intento celebrativo”

Polemiche sui social per la descrizione di Abissine Rigate e Tripoline de La Molisana, due formati di pasta nati negli anni Trenta e definiti dal “sapore littorio”. Polemica che ha fatto fare retromarcia al pastificio che ha fatto sparire le Abissine trasformandole in più neutrali “conchiglie”.

Aggiornamento articolo ore 14:00 con la novità della rimozione dal mercato delle Abissine Rigate con delle più normalissime conchiglie.

Abissine Rigate e Tripoline al centro della polemica

“Negli anni Trenta l’Italia celebra la stagione del colonialismo con nuovi formati di pasta: Tripoline, Bengasine, Assabesi e Abissine. La pasta di semola diventa elemento aggregante? Perché no! Di sicuro sapore littorio, il nome delle Abissine Rigate all’estero si trasforma in “shells”, ovvero conchiglie” c’era scritto nella descrizione dei pacchi in vendita. Accortasi di tutto dopo qualche segnalazione, l’azienda ha provveduto a cambiare le descrizioni, eliminando ogni frase dal sapore nostalgico.

La Molisana: nessuna volontà di celebrare il fascismo

Una descrizione notata da molti utenti che sui social network hanno postato le immagini del loro acquisto. Un putiferio che è arrivato ad Eleonora Cozzella, giornalista di Repubblica. Contattata La Molisana, l’errore è stato ammesso dalla responsabile marketing: “Non abbiamo alcun intento celebrativo quando parliamo di questi formati storici, nati negli anni ’30. E infatti abbiamo appena provveduto a cambiare le schede descrittive dei prodotti. Siamo molto attenti alla sensibilità dell’opinione pubblica e in questo caso l’unico errore è stato non ricontrollare tutte le schede affidate all’agenzia di comunicazione. E invece è la conferma che non si può perdere di vista nemmeno un dettaglio. Ribadisco che per noi non c’è alcun sentimento di celebrare quel periodo storico”. (fonte REPUBBLICA)