Abruzzo, le foto degli abbracci Chiodi-Marinelli stoppate prima delle Europee

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Maggio 2014 12:00 | Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2014 12:11

ROMA – Abruzzo, le foto degli abbracci Chiodi-Marinelli stoppate prima dele Europee. Che le foto compromettenti tra il governatore dell’Abruzzo Gianni Chiodi e la consigliera alle Pari Opportunità Letizia Marinelli esistessero non è una novità: il blog Fratelli d’Italia, nonostante l’interdizione pre-elettorale alla docu-film sulla vicenda, ha estratto dal video le immagini che documentano gli abbracci e gli scambi di tenerezza: niente di scandaloso, per carità, né di particolarmente pruriginoso visto il legame di amicizia per nulla segreto.

Se non c’è nulla di infamante o compromettente, perché la censura si chiedono dal blog finanziato peraltro dal produttore Gianfranco Marrocchi, lo stesso del docu-film “Una Camera per due”, le cui riprese sono state bloccate a data da destinarsi, pellicola per la quale la stessa Letizia Marinelli sembrava in un primo momento interessata a farne parte (ma poi s’è defilata quando non le hanno mostrato la sceneggiatura). Sull’allegra gestione dei rimborsi regionali sta indagando la magistratura (Chiodi compreso), della camera dell’Albergo Sole a Roma nel 2011 si sa tutto (Chiodi e Marinelli vi condivisero una notte nel 2011 con il governatore che si scusò per la scappatella ma negò favori o poco edificanti risarcimenti carrieristici): come va interpretato allora il docu-film, corretta informazione d’assalto o mero gossip scandalistico a base di sesso e politica?

Secondo Antonio Massari de Il Fatto Quotidiano, “l’evetuale pubblicazione di queste fotografie, anzi la loro semplice esistenza, rischia di condizionare la campagna elettorale di Chiodi, non meno della storia del film della storia con la Marinelli”. Marrocchi, che nega strani giri dietro al finanziamento del film (“soldi miei”) e difende la reputazione del regista opzionato (Gianni Volpe , conosciuto come provocatore e acchiappa scandali), non elude le contestazioni: “Questo sarà un documentario poi vabbè… è certo che per lanciare un prodotto metti un po’ di gossip…”