Acqua su Marte, mari e fiumi fino a 4,5mld anni fa VIDEO FOTO

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 6 Marzo 2015 11:16 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2015 11:16

ROMA – Marte non era l’inospitale e arido pianeta rosso che conosciamo, ma 4,5 miliardi di anni fa la sua superficie era ricca di acqua. Un pianeta che visto dallo spazio, come la Terra, alternava oceani blu a lembi di suolo emerso. Laghi, mari e fiumi ricoprivano infatti il 20% del pianeta, secondo i ricercatori guidati da  Geronimo Villanueva, del Goddard Space Flight Center della Nasa.

Villanueva e colleghi hanno realizzato una mappa, più accurata finora, dell’acqua presente nella sottile atmosfera del pianeta rosso. Come spiega lo studio pubblicato sulla rivista Science, utilizzando i dati raccolti attraverso potenti telescopi posti sul terreno, i ricercatori sono riusciti ad avere un nuovo punto di vista su come i bacini d’acqua marziani si siano evoluti nel tempo.

Le mappe mostrano infatti che la distribuzione delle acque e dei loro elementi, tra cui l’isotopo dell’idrogeno detto idrogeno pesante o deuterio, varia da stagione a stagione e anche da regione a regione. In particolare gli studiosi hanno rilevato che la proporzione tra l’acqua pesante, cioè ricca di deuterio, e quella normale in alcune aree è maggiore di quanto finora supposto e addirittura 7 volte più alta di quella degli oceani terrestri.

I ricercatori sono arrivati a queste conclusioni utilizzando i dati raccolti tra il 2008 e 2014 da 3 potenti telescopi terrestri, l’Eso Paranal in Cile, il Keck observatory e il Nasa Infrared telescope facilitiy delle Hawaii, spiega Villanueva:

”In sostanza, gli atomi di idrogeno dell’acqua normale si sono persi nello spazio, mentre quelli di deuterio sono rimasti su Marte. Ciò significa che l’87% della sua acqua si è persa nello spazio, e che quella che è rimasta, pari al 13%, si trova immagazzinata nella sua calotta polare”.

Questo ha fatto pensare agli scienziati che la situazione in passato fosse diversa:

“Abbiamo calcolato che sul pianeta ci fosse abbastanza acqua da coprire oltre il 20% della sua superficie. C’era un oceano profondo circa un chilometro, una profondità simile a quella del Mar Mediterraneo. Dati questi che aumentano la probabilità dell’abitabilità di Marte”.

Grazie a questi risultati sarà possibile ricostruire la perdita di acqua che ha subito Marte nel tempo e cercare in modo più preciso le riserve acquifere sotto la sua superficie:

“Le nostre mappeunite ai dati che si raccoglieranno con le prossime missioni su Marte ci permetteranno di capire cosa è successo. Per il lancio della missione dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ExoMars, nel 2016, stiamo infatti sviluppando uno strumento che misurerà la ‘firma’ e segni distintivi di processi biologici e geologici attivi”.

(Credit Photo: Nasa/GSFC)