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Aereo Ethiopian dirottato dal copilota, 138 italiani a bordo (foto)

ROMA – Sono 138 i passeggeri italiani che erano a bordo dell’aereo Ethiopian dirottato stamani. Lo si apprende da fonti aeroportuali dello scalo di Fiumicino. In totale i passeggeri a bordo del velivolo erano 193, tra cui un bambino. Di questi 111 erano diretti a Fiumicino, mentre 82 erano diretti a Malpensa.

L’aereo proveniente da Addis Abeba è stato intercettato da due caccia dell’Aeronautica militare italiana sullo spazio aereo della Sicilia, dove si sono avute le prime evidenze che si trattasse di un dirottamento. I Caccia hanno quindi scortato l’aeroplano fino in Francia, dove è stato preso in consegna da aerei militari francesi.

L’intercettazione è avvenuta nei pressi di Siracusa da parte di due Caccia che sono stati fatti decollare dalla base di Gioia del Colle non appena si è capito che l’aereo poteva essere stato dirottato. Da bordo dell’aeroplano dirottato, secondo quanto si è appreso è stata manifestata l’intenzione di atterrare a Ginevra e quindi i Caccia italiani hanno scortato il velivolo fino in Francia, consegnandolo a due intercettori francesi. Durante il sorvolo dello spazio aereo nazionale, sempre secondo quanto è stato possibile apprendere, il dirottatore non ha manifestato alcuna intenzione ostile.

“Pensavo che il copilota fosse impazzito, da quello che ho capito il pilota è stato chiuso fuori dalla cabina di pilotaggio mentre era andato in bagno. Il dirottamento è cominciato mentre eravamo ancora in Sudan. Poi mi sono reso conto di essere fuori dall’Italia riconoscendo le Alpi. Quando abbiamo iniziato a girare sopra Ginevra ci sono stati momenti di forte paura”.

Queste le prime parole all’ANSA di Francesco Cuomo, 25 anni, uno dei passeggeri dell’aereo dirottato in Svizzera. “Abbiamo capito che era un dirottamento e che si chiedeva l’asilo politico”, ha aggiunto Cuomo che proveniva da Nairobi e aveva fatto scalo per cambiare aereo ad Addis Abeba.

I passeggeri – è il racconto – sono stati fatti scendere uno a uno dal velivolo e sono stati fatti sedere per terra, e non sui sedili, degli autobus per motivi di sicurezza. Poi sono stati soccorsi allo scalo di Ginevra. Qui è stata data la colazione ed i primi supporti psicologici. Quindi sono iniziati gli interrogatori per capire esattamente quello che era accaduto. Il volo partito da Addis Abeba era diretto in Italia con scalo a Roma e Malpensa, ricorda il ragazzo.

(foto LaPresse)

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