Aereo Ethiopian dirottato dal copilota, 138 italiani a bordo (foto)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 febbraio 2014 11:29 | Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2014 11:29

ROMA – Sono 138 i passeggeri italiani che erano a bordo dell’aereo Ethiopian dirottato stamani. Lo si apprende da fonti aeroportuali dello scalo di Fiumicino. In totale i passeggeri a bordo del velivolo erano 193, tra cui un bambino. Di questi 111 erano diretti a Fiumicino, mentre 82 erano diretti a Malpensa.

L’aereo proveniente da Addis Abeba è stato intercettato da due caccia dell’Aeronautica militare italiana sullo spazio aereo della Sicilia, dove si sono avute le prime evidenze che si trattasse di un dirottamento. I Caccia hanno quindi scortato l’aeroplano fino in Francia, dove è stato preso in consegna da aerei militari francesi.

L’intercettazione è avvenuta nei pressi di Siracusa da parte di due Caccia che sono stati fatti decollare dalla base di Gioia del Colle non appena si è capito che l’aereo poteva essere stato dirottato. Da bordo dell’aeroplano dirottato, secondo quanto si è appreso è stata manifestata l’intenzione di atterrare a Ginevra e quindi i Caccia italiani hanno scortato il velivolo fino in Francia, consegnandolo a due intercettori francesi. Durante il sorvolo dello spazio aereo nazionale, sempre secondo quanto è stato possibile apprendere, il dirottatore non ha manifestato alcuna intenzione ostile.

“Pensavo che il copilota fosse impazzito, da quello che ho capito il pilota è stato chiuso fuori dalla cabina di pilotaggio mentre era andato in bagno. Il dirottamento è cominciato mentre eravamo ancora in Sudan. Poi mi sono reso conto di essere fuori dall’Italia riconoscendo le Alpi. Quando abbiamo iniziato a girare sopra Ginevra ci sono stati momenti di forte paura”.

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Queste le prime parole all’ANSA di Francesco Cuomo, 25 anni, uno dei passeggeri dell’aereo dirottato in Svizzera. “Abbiamo capito che era un dirottamento e che si chiedeva l’asilo politico”, ha aggiunto Cuomo che proveniva da Nairobi e aveva fatto scalo per cambiare aereo ad Addis Abeba.

I passeggeri – è il racconto – sono stati fatti scendere uno a uno dal velivolo e sono stati fatti sedere per terra, e non sui sedili, degli autobus per motivi di sicurezza. Poi sono stati soccorsi allo scalo di Ginevra. Qui è stata data la colazione ed i primi supporti psicologici. Quindi sono iniziati gli interrogatori per capire esattamente quello che era accaduto. Il volo partito da Addis Abeba era diretto in Italia con scalo a Roma e Malpensa, ricorda il ragazzo.

(foto LaPresse)