Air Asia, selfie del militare sorridente sul luogo della tragedia: foto scandalo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Gennaio 2015 11:44 | Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio 2015 11:44

ROMA – E’ stata ritrovata la scatola nera dell’aereo AirAsia QZ8501, precipitato nel mare di Giava due settimane fa con 162 persone a bordo. Il ritrovamento è stato però accompagnato da una foto giudicata scandalosa.

E’ quella scattata sabato 10 gennaio, subito dopo il ritrovamento della coda del jet caduto al largo della costa del Borneo centrale. Nell’immagine si vede un membro del team di ricerca AirAsia che decide di mettersi in posa e sorridente davanti alla coda dell’aereo. D fronte a lui un collega lo inquadra con uno smartphone per immortalare l’attimo. Il membro del team indossa la divisa militare. L’immagine è totalmente priva di buongusto, considerando che è stata scattata sul luogo di una tragedia che ha visto morire 162 persone.

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Air Asia, selfie del militare sorridente sul luogo della tragedia

 

L’aereo si è schiantato il 28 dicembre scorso. Il capo dell’agenzia di ricerca e soccorso indonesiana Henry Bambang Soelistyo ha spiegato che il dispositivo per la registrazione dei dati di volo (fligh data recorder) è stato riportato in superficie da quattro sub. Individuata anche la seconda scatola nera: si tratta del dispositivo che custodisce le registrazioni audio nella cabina di pilotaggio, che ora dovrà essere recuperato.

Il volo QZ8501 non avrebbe dovuto prendere il volo, perché senza licenza di farlo in quel giorno. Con la dinamica dell’incidente ancora incerta, e mentre le operazioni di recupero dei corpi sono rallentate dal maltempo, le rivelazioni delle autorità indonesiane aggiungono un sapore di beffa a una tragedia costata 162 vite. E al contempo, sollevano importanti questioni sulla sicurezza, le norme e le infrastrutture di controllo di un settore aereo che nell’ultimo decennio ha visto un boom del traffico nel popoloso arcipelago. Secondo il ministero dei Trasporti di Giakarta, la compagnia aerea malese – che in Indonesia opera sotto il nome di un’affiliata locale – era autorizzata a volare quotidianamente sulla tratta Surabaya-Singapore fino allo scorso ottobre. Per la stagione invernale, tuttavia, il permesso era limitato alle giornate di lunedì, martedì, giovedì e sabato.

E l’incidente è avvenuto di domenica. Mentre non è ancora chiaro come l’AirAsia abbia potuto proseguire con voli giornalieri senza autorizzazione, le autorità hanno sospeso il permesso per quella rotta, che sul sito della compagnia è ora “non disponibile”. Nel frattempo, nel mare di Giava prosegue il lento recupero dei detriti dell’Airbus 320-200 e dei corpi. Finora ne è stata recuperata una cinquantina, ma pochissimi sono stati identificati. L’incidente è avvenuto pochi minuti dopo la richiesta del volo QZ8501 di salire di quota per evitare delle nubi temporalesche. In base ai dati finora pubblicati, la maggior parte degli esperti crede che l’aereo sia entrato in fase di stallo dopo un’ascesa troppo verticale, che avrebbe fatto perdere il controllo ai due piloti. Altri ipotizzano tuttavia che il volo abbia quasi completato un atterraggio di emergenza sull’acqua, finito male sotto la forza delle onde.