Alessandra Moretti: perché ho perso con Zaia? Look troppo castigato, poco “ladylike”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 luglio 2015 16:24 | Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2015 16:29

VERONA – Perché Alessandra Moretti ha perso le elezioni regionali in Veneto con Luca Zaia? A suo dire perché l’agenzia che le ha curato la campagna elettorale (la stessa di Matteo Renzi) l’ha fatta andare poco in televisione e perché l’ha vestita con un “look castigato, da ferrotranviere“.

Mentre lei, in un’intervista al Corriere Tv rimasta nella memoria degli utenti di Facebook e Twitter, aveva tessuto l’elogio del suo stile “ladylike”, cioè quello di una donna che passa molto tempo a prendersi cura del suo aspetto fisico con frequenti visite dal parrucchiere o dall’estetista.

Sempre il Corriere è andato a pizzicarla in un’occasione pubblica ma per pochi intimi, la festa del Partito democratico del quartiere Saval, a Verona. Una circostanza in cui la Moretti si è sentita libera di fare commenti poco diplomatici sulla batosta delle regionali:

Sui social network è stata letteralmente massacrata, con commenti e insulti di ogni tipo. «Possiamo dire che siamo un popolo di ipocriti? – ha detto Moretti – Non ho mai visto una simile cattiveria mista a misoginia come quella nei miei confronti in quell’occasione. Ma quante stupidaggini escono dalla bocca degli uomini che fanno politica? E perché se io dico una cosa, il cui messaggio per altro rivendico, devo essere massacrata? ».

Ma l’incidente «Ladylike», evidentemente, è stato ritenuto un peccato originale da espiare dagli strateghi della campagna elettorale della Moretti, un’agenzia che già aveva seguito lo stesso Renzi in passato. «La mia campagna elettorale è stata completamente sbagliata – ha detto Moretti – non mi hanno fatto quasi mai andare in televisione dicendo che ero sovraesposta, proprio mentre Zaia era su ogni canale. Mi sono dovuta vestire con un look castigato, da ferrotranviere. In definitiva, hanno cercato di dare un’immagine di me che non era credibile, quella non ero io».

E quel tanto incensato tour che l’ha portata a toccare tutti i 500 e passa comuni del Veneto? «Un inutile e massacrante tour de force – l’ha liquidato la Moretti – mi ha portato a dedicare lo stesso tempo a un comune di duecento abitanti rispetto al comune capoluogo. E alla fine non ha pagato». Se c’è una cosa che Moretti ha capito in questi due mesi di riflessione è che, d’ora in avanti, tornerà ad essere se stessa, senza timori o vergogna. «Torna la vera Alessandra Moretti» assicura. Che vuole fare opposizione dura ma leale a Zaia, vuole contribuire a costruire un Partito democratico credibile in Veneto, anche tirando per la giacca ministri e sottosegretari, se serve. Ma senza mai più rinunciare a essere donna (bella) fino in fondo: «O devo forse mettermi il burka?» si chiede.