Cirinnà col cartello Dio patria e famiglia , vita di m… Alessandra Mussolini ironica: “Lei è la nuova Bonino, ha fatto bene ad esporlo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 marzo 2019 15:14 | Ultimo aggiornamento: 13 marzo 2019 12:00
cirinnà cartello dio, patria, famiglia

Alessandra Mussolini e il cartello ‘Dio patria e famiglia , vita di m…’ (foto Facebook)

ROMA – “Brava Emma Bonino, perché senza le sue battaglie le donne italiane sarebbero ancora con ‘il cappio al collo’, brava Monica Cirinnà per la vittoria sulle unioni civili che sono molto meglio del matrimonio, ‘tutela solo della società dei giudici, degli avvocati’, bravo Matteo Salvini con la proposta della riapertura delle case chiuse, e bene anche la transgenia sessuale”.

E’ una Alessandra Mussolini ironica  quella che si è presentata ai microfoni di Radio 24 nella trasmissione La Zanzara. “Viva la Cirinnà – si è sfogata l’europarlamentare ex esponente di FI – ha fatto bene a esporre quel cartello Dio, Patria e famiglia. Ma in fondo è  vero: è una vita de merda perché ci son dei condizionamenti pazzeschi. In Italia siamo troppo condizionati. La Cirinnà e’ un po’ la Bonino dei tempi nostri. Se non ci fosse stata la Bonino, staremmo ancora sotto al gioco, noi donne. Col cappione al collo. Avete stancato, viva la Bonino, viva la Cirinna’”.

“La Cirinnà – ha ricordato – ha fatto la legge sulle unioni civili. Non è male questa legge. Perché è molto più elastica e perché non prevede tante cose che invece nel matrimonio ci sono, bisognerebbe farla anche per gli eterosessuali l’unione civile. Perché è più light, più bella, più soft. E’ meno ipocrita del matrimonio. La convivenza non mi intriga, l’unione civile invece non è male. Nel matrimonio c’è la tutela superiore che è la famiglia, come un fatto collettivo, dove i singoli non hanno diritti. Invece nell’unione civile è il singolo che ha il diritto. Benissimo, basta ipocrisia, viva la libertà. E’ buona, è buona, a me piace molto. Viva la Cirinnà”.

“All’epoca non c’era – ha proseguito la Mussolini – ma io avrei fatto l’unione civile, non il matrimonio, alla grandissima. Ormai il matrimonio è una tutela solo della società, dei giudici, degli avvocati. Una convenzione. Non si deve più fare. Io lo avrei fatto, alla grande. Un consiglio: fate l’unione civile. Vedete chi avete vicino, chi è chi non è, tanto non lo scoprirai mai, poi forse alla fine a novant’anni ti puoi sposare”.

La Mussolini si è poi detta d’accordo con Matteo Salvini sulla legalizzazione della prostituzione: “Tanto c’è poco da fare. Anche se in Italia questo non si potrà mai fare. Ci vogliono zone dove ci sono controlli sanitari, dove pagano le tasse, prenderanno forse la pensione senza la Fornero, ma perché no? Hanno tentato in tutti i modi, vi ricordate Alemanno con le telecamere in via Salaria, tutte stupidaggini, almeno si regolamenta. Ma in Italia non si potrà mai fare, perché nun se po fà, perché c’è la Chiesa”.

Dunque “Sì” alle case chiuse perché così “almeno facciamo finta di non chiudere gli occhi, si regolamenta, pagano le tasse, poracce pure loro, facciamo un’altra bella Cirinnà e via. Cirinnà, se mi senti, vai pure con la prostituzione”. E le multe che molti comuni impongono ai clienti delle prostitute sono “una boiata, una cosa finta, tanto non succede nulla, pure a Roma non è successo niente”.

In ultimo un commento al duello-tv Luxuria-Santanchè con la seconda a sostenere che ‘non esiste un altro sesso e chi ha l’uccello è un uomo’. Ma la Mussolini a sorpresa si schiera con la seconda: “A parte che farsi operare non lo decide la Santanchè, è una cosa grave per un uomo. La Santanchè ha troppi schemi nella testa. Oggi dentro di te puoi essere tutto. Esteticamente sei in un modo, ma dentro di te non sei così. Anche noi donne vogliamo avere questa libertà. Delle volte mi sveglio che sono molto mascolina. E’ bello anche sentirsi maschio. Ormai questi sono schemi superati. E’ molto annoiante considerare un uomo uomo e una donna donna. E che noia, vivi una volta sola, vivi come te pare”. 

Fonte: Agi

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Alessandra Mussolini e il cartello ‘Dio patria e famiglia , vita di m…’ (foto Facebook)