“Monti sei uno dei 7”: la Fai contro premier e Equitalia. Lettera falso? I dubbi

Pubblicato il 16 Maggio 2012 18:39 | Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2012 20:33

CATANZARO –  C’è chi subito avanza dubbi che sia tutta una montatura, un falso, ma – stando alle notizie battute dalle agenzie di stampa – gli anarchici della Fai (sempre che siano davvero loro) avrebbero minacciato il premier Mario Monti ed Equitalia. ”Diciamo a Monti che lui è uno dei 7 rimasti”, si legge in una lettera a firma della Federazione anarchica informale, recapitata al quotidiano Calabria Ora, riferendosi all’annuncio di altri attacchi dopo l’agguato a Roberto Adinolfi di Ansaldo a Genova.

“Diciamo a Monti che lui è uno dei 7 rimasti e che il Popolo non ha nessun interesse a rimanere in Europa, a salvare le banche, a saldare i conti di uno Stato che ha sperperato per conto proprio, nessun interesse ad acquistare aerei a propulsione nucleare, ad avere Maserati blindate, nessun interesse a pareggiare un bilancio di chi dopo 60 mesi va in pensione milionaria, il Popolo ci ha dato mandato e sacrificheremo anche le nostre vite per la causa giusta”, si legge ancora.

La lettera contiene minacce al presidente di Equitalia Sud ed è stata trovata nella cassetta delle lettere della sede centrale del quotidiano calabrese a Rende (Cosenza).

Tre i fogli che la compongono e su ognuno compare l’intestazione del Nucleo Olga, Federazione Anarchica Informale Fronte Rivoluzionario Internazionale.

“Attaccheremo lo Stato anche attraverso Equitalia fin quando lo Stato non cambierà marcia” si legge ancora. “Fai Calabria  avvisa che Equitalia Sud sarà oggetto di attenzione nella persona del suo presidente, becero uomo d’affari e servitore del potere economico”.

“La riscossione in Italia è divenuta una ruberia al popolo che sarà segnata con il marchio della vita, ma questa volta vi avvisiamo prima, una serie di provvedimenti contro il popolo sono stati la causa del fallimento sociale e ci ha obbligati a militare sul campo di battaglia”.

E ancora: “La Signora, ministro Cancellieri, ha detto che se si attacca Equitalia è come attaccare lo Stato, quindi attaccheremo lo Stato anche attraverso Equitalia fin quando lo Stato non cambierà marcia a tutela il Popolo, gli Operai e le Imprese”.

Ogni altro suicidio per la crisi “è ritenuto un omicidio di Stato” e sarà “punito con il marchio della vita sino ad elevare il livello a ricordo della vita”. Gli anarchici sostengono che lo Stato potrebbe “modificare il Durc (Documento unico regolarità contributiva – ndr)facendolo divenire strumento di compensazione tra Stato e Imprese che si vedono fallite proprio perché tale documento, il Durc, non è più regolare per forza di cose, potrebbe anche eliminare tale documento in blocco”, si legge ancora.

L’INTERVENTO DI MONTI Prima che si diffondesse la notizia delle minacce a lui direttamente rivolte, al Forum della Pubblica amministrazione, il premier aveva detto “grazie a tutti i dipendenti che in questa fase di forti tensioni affrontano particolari criticità e persino rischi per la loro incolumità, come vediamo dalla cronaca”.

DUBBI DI VERIDICITA’– Stando a quanto riporta l’Ansa, la lettera sarebbe un falso. “E’ questa l’opinione che si sta facendo strada tra gli investigatori e gli analisti d’intelligence che stanno valutando l’attendibilità del documento. Nelle lettere ci sarebbero infatti diversi elementi che avrebbero fatto sorgere dubbi”.

LE ANOMALIE Ecco quali sarebbero le anomalie secondo quanto scrive il Corriere della Sera:

«Equitalia Sud» che, si specifica «sarà oggetto di attenzione nella persona del suo presidente, becero uomo d’affari e servitore del potere economico». Nella lettera che rivendica il ferimento dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare recapitata venerdì scorso al “Corriere della Sera” e ritenuta «attendibile» dagli analisti veniva invece specificato il disinteresse della “cellula Olga” nei confronti di Equitalia perché «potevamo colpire alla ricerca del consenso lì dove il dente duole, per esempio qualche funzionario di Equitalia, ma con questa azione non siamo alla ricerca di consenso». Gli esperti fanno anche notare come il “logo”della lettera contenga errori grossolani rispetto all’originale del “Fai cellula Olga”. Nel documento inviato in Calabria il cerchio composto dalle frecce si chiude infatti con alcune parole greche: si tratta del simbolo del Fai ellenico e dunque è presumibile che sia stato semplicemente applicato con un “copia e incolla” effettuato al computer visto che si tratta delle immagini rintracciabili su numerosi siti internet.

 

La lettera inviata al giornale calabrese (foto LaPresse)