Antartide, arriva elicottero cinese: salvi i 52 passeggeri (foto, video)

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 gennaio 2014 8:27 | Ultimo aggiornamento: 2 gennaio 2014 20:35

SYDNEY – Il salvataggio più volte ritardato dei passeggeri della nave russa bloccata da oltre una settimana tra i ghiacci dell’Antartide è stato finalmente completato giovedì, grazie all’arrivo sul posto di un elicottero cinese.

Nell’arco di qualche ora tutti e 52 gli scienziati e turisti a bordo della nave russa sono stati trasportati sulla nave australiana Aurora Australis. Raggiungeranno le coste della Tasmania solo a metà gennaio.

“L’elicottero cinese è arrivato alla Shokalskiy. Partiamo, al 100%”, ha scritto su Twitter il capo della spedizione Chris Turney a inizio operazioni.

“Un grande grazie a tutti”, ha twittato ancora Turney. Altri tentativi avevano fallito nei giorni scorsi a causa del maltempo e del ghiaccio che ha paralizzato la nave russa e ostacolato gli sforzi delle rompighiaccio. Il tweet di Turney è accompagnato da un video che mostra un elicottero rosso arrivato dalla rompighiaccio cinese Xue Long in fase d’atterraggio sul ghiaccio vicino alla nave russa, intrappolata nel ghiaccio dal 24 dicembre.

L’operazione di salvataggio è stata resa particolarmente complessa dalle enormi lastre di ghiaccio, come spiega a Repubblica Giulio Esposito, ricercatore italiano a bordo della rompighiaccio australiana che ha tentato di raggiungere la nave russa nelle scorse ore:

A che velocità state avanzando?

“Non si può calcolare in modo preciso, si prosegue facendo lo ‘slalom’ tra i lastroni di ghiaccio e gli iceberg: quando non si riesce ad aggirarli, gli si monta sopra e si cerca di romperli con il peso stesso della nave. Lo spessore del ghiaccio raggiunge anche i cinque metri, un’altezza invalicabile, e la navigazione è molto lenta e difficile. Quando non ci sono varchi a volte riusciamo a frantumare il ghiaccio davanti alla prua, altre volte è necessario più di un tentativo. È un continuo stop and go, anzi ogni tanto la nostra nave fa una sorta di marcia indietro per prendere la rincorsa, diciamo così, e affrontare i lastroni più impegnativi”.

(Foto Ap/LaPresse)