Assolto Giovanni Malagò. Abusi edilizi ai Mondiali di nuoto? “Il fatto non sussiste”

Pubblicato il 13 luglio 2012 16:36 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2012 18:05

ROMA – Giovanni Malagò è stato assolto: cade l’accusa – “perché il fatto non sussiste” – di abusi edilizi nelle opere legate ai mondiali di nuoto 2009 a Roma. Il giudice monocratico ha assolto Malagò, presidente del centro sportivo Acquaniene, imputato nel processo per gli irregolarità edilizie nella costruzione di piscine e opere collegate. La sentenza è stata emessa dal giudice Marina Finiti che ha accolto una istanza presentata dal difensore di Malagò, Carlo Longari. Nella richiesta l’avvocato ha scritto che nel caso dell’Acquaniene

“si è in presenza di un legittimo titolo edificativo e di accertamento circa la conformità tra quanto asserito con il titolo medesimo e quanto concretamente realizzato”

Il magistrato ha applicato l’art. 129 del Codice di Procedura Penale che prevede che in ogni stato e grado del processo si possa riconoscere che il fatto non sussiste o che l’imputato non l’abbia commesso e dichiarare d’ufficio la sentenza di proscioglimento. Malagò era a giudizio assieme ad altre persone tra le quali Angelo Balducci, ex presidente Consiglio superiore dei lavori pubblici, Claudio Rinaldi, commissario straordinario per mondiali di nuoto, e Angelo Zampolini, architetto, già coinvolto nella vicenda degli appalti G8. A tutti sono contestate ipotesi di abuso edilizio.

La sentenza, che chiude parte di una vicenda giudiziaria iniziata nel 2009, ha avuto un’accoglienza positiva, specialmente nelle sedi istituzionali romane e laziali. Soddisfatti il sindaco Gianni Alemanno “abbiamo sempre creduto nella estraneità di Malagò da questa vicenda” e il presidente della Regione Lazio Renata Polverini “si chiude nel migliore dei modi questa lunga vicenda giudiziaria che sono certa non ha intaccato la volontà dell’imprenditore romano di continuare a lavorare a vantaggio di Roma”.