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Barbie in costume su Sports Illustrated, ma alle mamme non piace

NEW YORK – Barbie “cover girl” in costume da bagno per la rivista Sports Illustrated, e negli Usa scoppia la polemica. Il celebre numero “swimsuit” (costume da bagno appunto) della rivista americana che usualmente espone le grazie di bellezze emergenti in succinti bikini, stavolta ha scelto la 55enne creatura di plastica della Mattel per la sua copertina. Sia Barbie che Sports Illustrated sono icone e, nel rispettivo settore, bersaglio da decenni di accuse per il loro contributo a trasformare la donna in oggetto. Stavolta per il magazine l’annuale numero “in costume da bagno” intendeva essere la celebrazione del 50esimo anniversario dell’iniziativa. Ecco dunque la scelta della 55enne, ma sempre inossidabile, bambola della Mattel, con indosso lo stesso costume a strisce bianche e nere che la copriva quando venne presentata al mondo nel 1959. A scattare le foto è stato Walter Iooss, mago dell’obiettivo responsabile delle foto del numero “swimsuit” per ben quattro decenni.

L’alleanza tra i due brand, era inevitabile, ha scatenato un dibattito online. Dopo che la notizia del gemellaggio Mattel-Sports Illustrated è comparsa sui siti specializzati in pubblicità, il blog Mommyish ha sparato a zero: “Sport Illustrated mette in copertina Barbie in costume, così anche tua figlia può sentirsi brutta”. Non è piaciuto neanche lo slogan della campagna: Unapologetic”, “impenitente”. “Non mi pare che sia la parola adatta a un giocattolo”, ha commentato una donna su Twitter. Barbie non è comunque l’unica icona pop ad aver sfruttato l’aggettivo “impenitente” per auto-promozione: la cantante Rihanna, anche lei parafulmine di critiche per il suo stile da “cattiva ragazza”, ha intitolato “Unapologetic” il suo ultimo album uscito a novembre ed usa spesso questa parola come hashtag sui social network: “Sono campagne non collegate, ma evocano un messaggio simile”, ha commentato Michelle Chidoni, una portavoce di Mattel. Dove l’idea portante è quella, e non da oggi, di aggiornare continuamente l’immagine della bambola per renderla rilevante a un pubblico contemporaneo. Nel caso del gemellaggio con Sports Illustrated l’obiettivo, ha spiegato la vice presidente del marketing Lisa McKnight, era quella di equipararla a icone storiche del numero “swimsuit” come Tyra Banks, Christie Brinkley, Kathy Ireland e Heidi Klum: top model esaltate non solo per la loro bellezza, ma anche per i loro successi di donne imprenditrici e in carriera.

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