Beppe Grillo: Tubercolosi da Africa, ma frontiere aperte per non sembrar razzisti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 settembre 2014 17:22 | Ultimo aggiornamento: 2 settembre 2014 17:29

ROMA – “Il ritorno delle malattie infettive. #tbcnograzie”. E’ questo il titolo di un post pubblicato da Beppe Grillo sul suo blog in cui si sottolinea come “il Passaparola di ieri (pubblicato sempre sul blog, ndr) con l’ingresso delle malattie infettive dall’Africa e il contagio di tbc di 40 poliziotti finora accertati è caduto nel nulla. Quando i nostri bisnonni approdavano negli Usa, Paese della Libertà, dopo aver visto la Statua con la fiaccola accesa, venivano subito confinati a Ellis Island in quarantena”, aggiunge.

“Come se non fosse un problema nazionale il ritorno di malattie debellate da secoli in Italia. Per la tbc non esiste un vaccino che provveda una protezione affidabile per gli adulti, si trasmette per via aerea e le cure richiedono anni. Vogliamo reimportarla, reimportiamola! Ma facciamolo alla luce del sole, informando la popolazione che alla polizia non vengono forniti neppure gli strumenti minimi di profilassi”, incalza il leader del M5S secondo il quale, “qui per evitare il tabù del razzismo arriviamo alla situazione grottesca degli Stati africani che chiudono le frontiere tra loro per paura del diffondersi dell’ebola, che ha 21 giorni di incubazione, mentre noi le lasciamo spalancate senza fare alcun accertamento medico sui chi arriva da chissà dove nel nostro Paese”.

“I triti e ritriti confronti degli italiani come popolo di migranti che deve comprendere, capire, giustificare chiunque entri in Italia, sono delle amenità tirate in ballo dai radical chic e dalla sinistra che non pagano mai il conto e da chi non vuole affrontare il problema”, conclude il post.

Beppe Grillo: "Torna la tubercolosi, frontiere aperte per non sembrare razzisti"

Beppe Grillo: “Torna la tubercolosi, frontiere aperte per non sembrare razzisti”