Brasile, dipendente muore d’infarto: supermecato copre corpo con ombrelloni e resta aperto FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Agosto 2020 13:12 | Ultimo aggiornamento: 21 Agosto 2020 13:12
supermercato in brasile

Brasile, dipendente muore d’infarto: supermecato copre corpo con ombrelloni e resta aperto

Il dipendente del supermercato muore d’infarto a lavoro. Il negozio decide di coprire il suo corpo con degli ombrelloni pur di restare aperto.

Muore d’infarto mentre è al lavoro. Accade in Brasile ad un dipendente di un supermercato Carrefour.

I dirigenti del negozio, pur di non chiudere l’attività, decidono di coprire il corpo con degli ombrelloni in attesa che la salma venga rimossa.

È accaduto a Recife in Brasile. Gli ombrelloni sono stati lasciati aperti sul pavimento. Intorno al corpo di Manoel Moisés Cavalcante, 59 anni, un addetto alla promozione di alcuni prodotti, sono stati anche affiancati degli scatoloni. 

Brasile, clienti indignati hanno scattato delle foto

La notizia è stata confermata da Globo.com, una delle principali testate giornalistiche del paese.

Alcuni clienti  indignati, hanno scattato alcune fotografie che poi sono state pubblicate sui social network.

I responsabili di Carrefour per il Brasile hanno risposto alle richieste di chiarimento: “Chiediamo scusa per il modo assolutamente inadeguato con cui è stata affrontata una tragedia come il triste e improvviso decesso di un nostro dipendente, il signor Moisés Santos”.

“Lasciare il punto vendita aperto, invece di chiuderlo immediatamente, è stato un grave errore“.

Renato Barbosa è l’autore della foto che ha fatto il giro del mondo.

Al Globo.com ha dichairato che il supermercato era pieno di clienti quando è avvenuta la tragedia e che in moltissimi sono potuti passare accanto al corpo di Santos.

L’uomo a quanto pare è deceduto a causa di un arresto cardiaco intorno alle 7 e 30 del mattino e i dirigenti del market hanno ordinato ai dipendenti di occultare il cadavere in attesa della polizia e di un’ambulanza che lo rimuovesse (fonte: FanPage, Facebook, cofina.pt).