#BurnIsisFlagChallenge, brucia la bandiera dell’Isis: ecco l’Ice Bucket del Medio Oriente

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 settembre 2014 18:53 | Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2014 18:53

BEIRUT (LIBANO) – L’ICe Bucket Challenge, in Medio Oriente è passato di moda: il nuovo fenomeno che si appresta a diventare virale è bruciare una bandiera dell’Isis. #BurnIsisFlagChallenge, questo l’hastag della catena che, imitando il tormentone nato per raccogliere soldi contro la Sla, invita tutti a bruciare la bandiera dei fondamentalisti.

La campagna di sensibilizzazione contro la violenza dello Stato Islamico ha già riscosso migliaia di adesioni e si sta diffondendo in tutto il Medio Oriente e non solo, con centinaia di persone che stanno già diffondendo video e foto. L’idea è nata sabato 30 agosto a tre ragazzi libanesi con lo scopo di protestare contro le azioni compiute dall’Isis, tra cui la decapitazione di un sergente dell’esercito libanese e il rapimento di 20 militari libanesi. I ragazzi si sono ripresi mentre bruciavano la bandiera dello Stato Islamico, invitando tutte le persone a ripetere il gesto in segno di solidarietà contro le popolazioni colpite dalla violenza jihadista: “Io nomino il mondo intero – si sente nel video postato qui di seguito – per il #BurnIsisFlagChallenge, avete 24 ore di tempo”. In molti, nella società civile libanese, una delle più liberali del Medio Oriente, hanno difeso l’iniziativa dei tre ragazzi. Tutti meno il ministro della Giustizia libanese Ashraf Rifi. Per l’esponente politico, bruciare la bandiera dell’Isis vuol dire distruggere un simbolo dell’Islam. Sulla bandiera, infatti, si legge in arabo “non c’è altro dio all’infuori di Dio (Allah) e Maometto è il suo profeta”, la frase con cui si aprono tutte le preghiere musulmane.

In Iraq intanto, 50 persone sono state sequestrate dai miliziani con l’accusa di aver bruciato una bandiera dell’Isis  (anche se non è provato nessun collegamento con l’iniziativa dei tre ragazzi libanesi) e una loro postazione militare.