Cagliari, manifesti contro chi esce di casa: “Quando hanno intubato mio padre…” FOTO

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Marzo 2020 11:04 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2020 11:06

Cagliari, manifesti contro chi esce di casa: “Quando hanno intubato mio padre…” (foto Ansa)

ROMA – I manifesti apparsi a Cagliari per scoraggiare le passeggiate, le corse e la “spesa inutile” nell’ambito dell’emergenza coronavirus, fanno molto discutere. Sono apparsi in alcune strade cittadine di grande percorrenza e hanno già fatto scalpore sul web. Tre i “modelli” firmati dal sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, che ripete in tutti i cartelli “meno usciamo, prima ne usciamo”: “Quando hanno intubato mio padre ho ripensato a quella passeggiata che dovevo evitare”, è la prima frase scelta; “Quando hanno portato mia madre in ospedale, ho capito che dovevo rinunciare alla corsa”, è la seconda; “Quando mio figlio è stato contagiato, ho capito che dovevo rinunciare a quella spesa inutile”, si legge nel terzo cartello.

Immediata la reazione dell‘opposizione di centrosinistra che ha scatenato un ampio dibattito sui social tra chi condivide l’iniziativa del primo cittadino e chi è contrario. “Chiediamo che il sindaco faccia rimuovere immediatamente i manifesti e si faccia promotore di una campagna informativa istituzionale semplice e diretta. I cittadini hanno bisogno di una comunicazione seria e trasparente, non di terrorismo. La cittadinanza di Cagliari non se lo merita”, scrivono in una nota.

“In questi giorni vi capiterà di vedere sui muri alcuni manifesti 6×3 firmati direttamente da me. Sono messaggi molto forti. Quando l’agenzia di comunicazione mi ha fatto vedere i materiali, sapevo che sarei stato attaccato. Che avrei ricevuto gli insulti. Qualche sepolcro imbiancato, qualche vecchia gloria con il ditino sempre puntato, acide commentatrici, confusi giovanotti con uno strano concetto di democrazia. Ma mi sono chiesto: è più importante il mio consenso o la salute e il futuro dei miei concittadini? Voglio che, passato lo choc iniziale, si possa riflettere”.

Il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, ha replicato così alle critiche che gli sono arrivate. Truzzu annuncia che questa campagna “non costa un euro al Comune”, perché “è gratis”. “Cari concittadini, di questo discutiamo tutti i giorni. Uscire poco o nulla, stare attenti nel fare la spesa, evitare le corsette. Ci sono cose bellissime che non possiamo fare. Sono pericolose perché aiutano il contagio. E il contagio, lo abbiamo visto, può essere letale per molti di noi. Succede nel nord Italia. Può succedere da noi, a Cagliari, se non riflettiamo sull’effetto disastroso che molti nostri comportamenti possono avere. Mi spiace ma questa è la realtà – sostiene in una lettera aperta pubblicata sul proprio profilo Facebook – Mi preoccupo che tutti, oggi e domani, siano in ottima salute”.

Prosegue il sindaco: “Per riprendere in mano, dopo questa tragedia, il presente e il nostro futuro. Senza nessun intento di criminalizzazione dei cagliaritani, come qualcuno, dedito più alla propaganda e alla mistificazione, ha voluto far credere. Cagliaritani che nella maggior parte si comportano con correttezza. L’ho sempre detto e li ringrazio”.

“Ma il problema sono gli altri che rischiano di vanificare il lavoro di tutti. E vedendo i flussi di traffico vi dico che non sono così pochi quelli che si muovono senza giustificazione – osserva – E ne basta uno per costringere una mamma a casa con i propri bambini un altro mese, un imprenditore a tenere ancora la serranda abbassata, un professionista a non avere più lavoro, un lavoratore a stare a casa sperando nei sussidi del governo, un operatore dei servizi essenziali a uscire di casa con il terrore, un uomo delle forze dell’ordine a lavorare sperando di cavarsela ogni giorno, un operatore della sanità ad affrontare turni massacranti in condizioni di lavoro complicate”.

Fonte: Ansa, Facebook 

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