California, il mistero delle balene morte sulla costa FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Giugno 2015 16:43 | Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2015 16:43

MONTEREY (CALIFORNIA) – Carcasse di balene vengono trasportate dalla marea sulle coste della California settentrionale. Il fenomeno già accaduto negli anni passati, nelle ultime settimane si è intensificato. E così i visitatori delle coste che da Monterey arrivano a Fort Bragg, passando per San Francisco e Santa Cruz, si sono trovati di fronte ai corpi dei grandi mammiferi immobili sul bagnasciuga.

Ad ucciderli, non si sa bene cosa sia stato: i biologi e gli scienziati per il momento brancola nel buio. la cosa che colpisce è la diversità di specie, età e condizioni tra gli esemplari. La vicenda la ricostruisce Francesco Semprini su La Stampa )in fondo all’articolo le immagini pubblicate dall’Ap):

“(…) Nessuna spiegazione ufficiale è stata fornita sino ad oggi per le dodici balene – questo il numero di quelle ad oggi ritrovate – morte sulle coste della parte nord del Golden State. Tra queste una balena grigia, una megattera, un capodoglio, l’ultima in ordine di tempo è stata una carcassa di balenottero in decomposizione e senza testa trovata a South Beach, vicino a Point Reyes National Seashore, nord di San Francisco. Non è del tutto anomalo che alcuni esemplari di balena perdano la vita in questo periodo dell’anno, visto che si tratta del momento in cui i cetacei, in vista del caldo estivo, dalle coste del Messico migrano verso l’Alaska, in cerca di acque più fredde. Il punto è che gli scienziati sono confusi dal fatto che il fenomeno quest’anno riguarda cetacei così diversi per specie, età e condizioni nelle quali sono state ritrovati i corpi privi di vita. «E’ strano, molto strano avere tanta diversità», spiega Mary Jane Schramm, portavoce del santuario marino del Golfo dei Faraglioni di South Beach. 

“L’ultima volta che si era assistito a un fenomeno del genere era il periodo tra il 1999 e il 2000, quando almeno 40 esemplari morirono nella Bay Area, il 25% della popolazione delle balene grigie scomparve solo in quella stagione. Gli scienziati hanno attribuito la responsabilità a El Nino e ai cambiamenti climatici che hanno mutato la distribuzione dei ghiacci e quindi le disponibilità alimentare per i cetacei. Quindici anni dopo il fenomeno è di dimensioni più contenute numericamente, ma la diversità delle specie rende il lavoro dei biologi assai complicato. Su alcuni esemplari ci sono tracce che fanno pensare all’attacco di un’orca o di altro predatore, o che siano rimasti incagliate nelle reti dei pescatori, o ancora siano stati colpiti dagli scafi di qualche grande imbarcazione. Alcune balene sembrano giovani, troppo giovani, altre vecchie, troppo vecchie. «L’unico elemento oggettivo è che non hanno quasi nulla in comune – dice Schramm – abbiamo specie molto diverse e abitudini assai differenti, per questo al momento quello che sta accadendo rimane un mistero»”.