Carlo Lizzani, regista muore suicida. Ai suoi: “Stacco la chiave”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 ottobre 2013 16:05 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2013 20:27

ROMA – Il regista Carlo Lizzani è morto a Roma dopo essersi gettato dal balcone della sua abitazione, al terzo piano, nel quartiere Prati. L’ipotesi è che il regista, di 91 anni, si sia suicidato.

Lizzani ha lasciato un biglietto d’addio alla moglie. Prima di gettarsi dalla finestra, il regista era in casa con la moglie, anche lei molto anziana, e con la badante. Quest’ultima si è accorta del suicidio dopo aver sentito il clamore ai piedi del palazzo.

Il regista ha lasciato anche un bigliettino ai figli scrivendo: “Stacco la chiave”. Il biglietto non appare comunque del tutto comprensibile. Forse il regista era depresso anche per le critiche condizioni di salute della moglie, ma ancora non è chiaro se ci sia stato anche questo particolare dietro il suo proposito di togliersi la vita.

Critico e saggista (autore fra l’altro di una Storia del cinema italiano, 1953, 1961 e 1979), sceneggiatore di Vergano, De Santis, Rossellini e Lattuada nel periodo neorealista, esordì col documentario Nel Mezzogiorno qualcosa è cambiato (1950) e col film Achtung! Banditi! (1951).

Tra i film da lui diretti vanno ricordati: Cronache di poveri amanti (1954), Il processo di Verona (1963), Banditi a Milano (1968), Crazy Joe (1973), Mussolini ultimo atto (1974), Storie di vita e malavita (1975), Fontamara (1977), La casa del tappeto giallo (1983), Mamma Ebe (1985), Caro Gorbaciov (1988), Cattiva (1991), Celluloide (1995), Hotel Meina (2007), oltre agli sceneggiati televisivi Nucleo Zero (1984), Un’isola (1986) e La trappola (1989). Dal 1979 al 1982 ha diretto la Mostra del cinema di Venezia.

(Foto LaPresse)