Carnival Triumph, nave da crociera gemella della Concordia in porto: odissea finita

Pubblicato il 15 febbraio 2013 12:11 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2013 13:10

MOBILE (USA), 15 FEB – La nave da crociera in avaria Carnival Triumph è arrivata nel porto di Mobile in Alabama, nel sud degli Stati Uniti, al termine di una crociera da incubo per i circa 4200 passeggeri e membri d’equipaggio.

Nel fine settimana scorso, un incendio in sala macchine aveva lasciato la nave senza motori e senza elettricità nel Golfo del Messico, con le cucine e i bagni bloccati. La Triumph è stata rimorchiata per giorni, mentre i passeggeri andavano avanti a panini in condizioni igieniche disastrose.

La nave da crociera Triumph fa patre del gruppo Carnival, lo stesso  gruppo che possiede la Concordia, la nave finita alla deriva all’Isola del Giglio nel gennaio 2012.

Tutto è cominciato con un incendio alla sala macchine che ha reso inutilizzabili i motori e bloccato il sistema di scarico delle toilettes. Senza corrente elettrica la Triumph è divenuta un gigante privo di vita: in sequenza hanno smesso di funzionare ascensori, toilettes, cucine, i sistemi di comunicazione, le luci di servizio, l’aria condizionata e tutti gli altri servizi della nave. I wc hanno “straripato” sulla moquette delle cabine, dei corridoi, degli ingressi.

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I passeggeri – dopo il suggerimento dell’equipaggio – hanno usato i cestini da camera come toilettes e svuotato il contenuto in sacchi di plastica. Presto l’aria all’interno della nave è irrespirabile anche per la rottura dell’impianto di condizionamento. Il cibo – nonostante le assicurazioni dei dirigenti della linea da crociera Carnival – è divenuto subito scarso. File davanti alla mensa per attendere un sandwich, tensione tra i passeggeri.

La Triumph è un “isola galleggiate” lunga 287 metri, con suites, piscine, palestre, teatri e impianti sportivi. La nave è arrivata grazie al traino di una flottiglia di rimorchiatori che l’hanno “agganciata” e trainata in una navigazione lentissima. La vacanza era costata circa 3 mila dollari a testa.

(Foto Ap/LaPresse)