“Carola Rackete zecca e terrorista”: il post su Facebook (poi rimosso) della poliziotta FOTO

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Febbraio 2020 23:30 | Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio 2020 23:37
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“Carola Rackete zecca e terrorista”: il post su Facebook della poliziotta di Grosseto

GROSSETO – “E’ inutile che vi sforziate di dare dignità a questa lurida zecca di sinistra per avere visibilità: è solo una terrorista che farà la fine che merita e voialtri siete una pletora di mummie, completamente decontestualizzate dalla vita reale, talmente adusi a spaccare il capello in 4 da dimenticare pure di che cosa state parlando”.

E’ quanto scritto in un post apparso  giovedì 20 febbraio, e poi rimosso, sul profilo di Facebook di una poliziotta, vice ispettore alla questura di Grosseto, che è stato ripreso e criticato sul social da un ex consigliere comunale e avvocato grossetano.

Tutto era accompagnato da una foto di Carola Rackete. Il post è apparso lo stesso giorno in cui la Cassazione ha depositato le motivazioni di conferma del ‘no’ all’arresto della comandante della Sea Watch. Il post prosegue con altre parole offensive verso Rackete, mai citata per nome, e si presume contro i giudici, rilevando che la comandante “ha speronato una motovedetta della Guardia di Finanza, cioè pubblici ufficiali, onesti e fedeli alle istituzioni. E gli ospiti” sulla nave, non fuggivano” da niente.

“In relazione al post apparso su un profilo Facebook riconducibile ad un appartenente alla Polizia di Stato di Grosseto pubblicato ieri sera e poi rimosso, quest’Ufficio sta verificando la sua effettiva riferibilità al dipendente di questa Amministrazione. In caso di esito positivo, verranno presi tutti i provvedimenti del caso”. E’ la nota della Questura di Grosseto in merito al post contro Carola Rackete apparso su Fb. E la stessa poliziotta ha poi deciso di scrivere su Facebook delle scuse pubbliche: “Mi sa che ho esagerato e mi scuso pubblicamente. Ciò non toglie che continuo a pensare delle Ong quello che penso”.

Rispondendo poi a un commento, successivamente è apparso un altro post con scritto: “Non mi ha obbligata nessuno. Giusto per la cronaca. Mi sono resa conto di avere usato un’espressione impropria che peraltro non mi è stata risparmiata né pubblicamente, da persone che non conosco, né in privato. Sono libera di pensare ciò che voglio sulle ong, che non sono enti istituzionali”.

Fonte: Ansa 

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“Carola Rackete zecca e terrorista”: il post su Facebook della poliziotta di Grosseto