Consigliera comunale di Rimini si alza minigonna e mostra lato B al centro commerciale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Gennaio 2021 12:12 | Ultimo aggiornamento: 7 Gennaio 2021 13:20
Consigliera comunale Rimini alza minigonna lato B

Consigliera comunale di Rimini si alza minigonna e mostra lato B al centro commerciale

Una giovane consigliera comunale di Rimini ha pubblicato sui social un video che la ritrae mentre si solleva la minigonna e mostra il sedere, in un centro commerciale. Un video che ovviamente ha scatenato una marea di condivisioni e commenti.

Nel breve filmato si vede la ragazza camminare tra i corridoi di un centro commerciale. Ad un certo punto però la giovane alza la gonna, mostrando così il suo lato B. La consigliera è in minigonna gialla, calzettoni e scarponcini, e sotto indossa un perizoma. La scena ha immediatamente generato scalpore e diviso l’opinione pubblica, tra chi ha apprezzato l’intento goliardico e chi invece l’ha trovato un comportamento di dubbio gusto, specie per una donna che ricopre un incarico istituzionale.

Consigliera comunale di Rimini mostra lato B per un “esperimento sociale”

Una delle prime ipotesi è che la ragazza abbia aderito alla moda del “Cheeky Exploits“, un fenomeno social in cui gli utenti mettono in mostra i lato B. A smentire questa teoria è stata la diretta interessata in un’intervista concessa al Quotidiano.net.

“La moda non c’entra, glielo assicuro. È partita come cosa goliardica: visto l’anno difficile che ci siamo lasciati alle spalle, con il mio ragazzo che mi riprendeva da dietro ho fatto il video, oscurando ovviamente il volto quando l’ho pubblicato. Non avrei mai immaginato che quei 6 secondi avrebbero fatto scalpore. Quando ho capito che il video era virale, è diventato un esperimento sociale […] Ho una laurea triennale in Scienze Politiche all’Università di Bologna. E sto seguendo un master biennale in Cooperazione internazionale, diritti umani e patrimonio culturale […] Sto preparando l’esame di Antropologia sociale. Il docente mi aveva chiesto di fare una ricerca sugli stereotipi dei social media. A quel punto ho pensato che potevo essere io stessa l’oggetto della mia ricerca. E ho iniziare a raccogliere i commenti”. (fonte Quotidiano.net)