Corea del Sud, dove le asiatiche dicono addio agli occhi a mandorla

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 luglio 2015 12:01 | Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2015 12:03

SEUL – Le asiatiche vogliono naso, occhi e mento all’occidentale. Così una donna su cinque tra i 18 e i 50 anni si sottopone alla chirurgia plastica. Un dato ben più alto persino di quello degli Stati Uniti, dove le donne che si affidano al bisturi per motivi estetici sono una su venti.

In Corea del Sud le cliniche che fanno questo tipo di operazioni sono sempre più numerose. Anche perché devono accogliere clienti da ogni parte del mondo, o meglio, da ogni parte dell’Oriente, soprattutto Giappone e Cina.

Ci sono addirittura dei pacchetti tutto compreso che includono volo e pernottamento, al solo fine di farsi cambiare il volto. Il caso coreano, del resto, venne già alla ribalta delle cronache nel 2013, quando le miss candidate ad un concorso nazionale fecero parlare perché così simili da essere difficilmente distinte l’una dall’altra.

Corinna De Cesare del Corriere della Sera è stata in una delle cliniche di chirurgia estetica di Seul. Ecco il suo racconto.

«Fino a dieci anni fa – spiega Yang siGang, vicedirettore del centro di chirurgia estetica UP2C – erano soprattutto le 20-30enni che venivano da noi per questo tipo di interventi. Oggi abbiamo pazienti anche di 60 anni che ci chiedono di allargare lo sguardo, avere occhi più espressivi». Ma non solo: c’è chi modifica persino la linea del mento per dare al viso una forme più dolce. E il naso, sottile, alla francese. siGang ci fa visitare il suo centro stando attento a non farci incontrare nessuna paziente. C’è persino una porta segreta per le “very important person” che vogliano accedere alla clinica senza entrare dall’ingresso principale ed avere più privacy. «Facciamo 1500 interventi l’anno e i costi variano a seconda di quello che si fa: un milione di won (circa 900 euro) per un’operazione che ingrandisca gli occhi e il cui costo può arrivare anche a due milioni di won per i casi più complessi». Che romanzo sarebbe stato, L’Amante, gli chiedo, se il ricco possidente cinese che fece innamorare Marguerite Dumas avesse avuto una faccia «occidentale»? siGang sorride ma non risponde”.

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