Costa Concordia, perché proprio il 16 settembre? Era la prima data utile

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 settembre 2013 19:48 | Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2013 19:50

ISOLA GIGLIO (GROSSETO) – Perché le operazioni di recupero della Costa Concordia sono iniziate proprio il 16 settembre? Perché, come aveva spiegato il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli si tratta del primo giorno utile dopo la fine delle attività preparatorie al “parbuckling“, la rotazione del relitto.

È una delicata operazione, senza precedenti, per riportare in assetto verticale il relitto che giace incagliato davanti al porto del Giglio da quella tragica notte del 13 gennaio 2012. Si tratta di una prima assoluta: mai al mondo si è tentata una simile azione di recupero. Ma Gabrielli ha avvertito: “Niente show, ci sono ancora due corpi che devono essere restituiti ai loro cari”.

‘Tutte le attività – aveva spiegato l’11 settembre Gabrielli – sono state collaudate. L’ultima cosa da completare è la check list e cioè le attività propedeutiche al parbuckling che il Consorzio di imprese ci ha comunicato termineranno il giorno 15 settembre. Pertanto da quel momento sarà possibile il raddrizzamento. Però saranno necessarie condizioni meteo favorevoli e quindi abbiamo immaginato che dal 15 settembre in avanti, entro le ore 14 del giorno precedente, sapremo se il giorno successivo l’operazione si farà”.

L’Arpat, l’Agenzia regionale ambientale della Toscana, sta seguendo tutte le fasi della rotazione del relitto. Arpat, si spiega in una nota, “provvederà a campionamenti delle acque nell’area interessata sia durante la fase del ribaltamento del relitto o rotazione in assetto verticale, detta parbuckling che nei giorni a seguire, per individuare l’entità, l’estensione e la durata dell’inquinamento prodotto”.

In seguito al naufragio di Costa Concordia, l’Arpat ha emesso circa 160 bollettini relativi al monitoraggio delle acque vicine al relitto. “Durante la fase di rotazione – conclude la nota di Arpat – è naturalmente previsto il rilascio di parte delle acque contenute al suo interno. Nelle scorse settimane sono stati prelevati circa 2000 metri cubi di tali acque e le analisi effettuate non hanno riscontrato problemi significativi”.

I preparativi di rimozione della nave (foto Ansa)