Davide Bifolco ucciso a Napoli da carabiniere: lacrime di amici e familiari FOTO, VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 settembre 2014 13:47 | Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2014 15:48

NAPOLI – “Lo hanno investito, gli hanno sparato e lo hanno ammanettato. Lo hanno ucciso tre volte”. Sono le parole di un amico di Davide Bifolco, il 17enne ucciso a Napoli da un colpo partito dalla pistola di un carabiniere. “Si tratta di omicidio volontario – aggiunge un altro amico del ragazzo – è morto sul colpo ed è arrivato all’ospedale già morto”. Gli amici riuniti davanti alla casa del giovane, al Rione Traiano, chiedono “giustizia. Chi ha sparato deve pagare”.

I ragazzi che si sono radunati sotto casa della vittima non vogliono parlare con i giornalisti e si allontanano senza lasciare nomi, solo quelle poche frasi. In via Cinthia, dove si è concluso l’inseguimento che ha portato alla morte di Davide, ci sono i parenti. Un ragazzo che abita in una casa vicina alla casa di Bifolco sottolinea: “La camorra ci protegge, lo Stato ci uccide”. Poi si allontana velocemente. Rione Traiano è una delle zone di Napoli in cui è forte la presenza della criminalità, organizzata e non. L’unica persona che si è fermata è un ragazzo, che racconta di aver visto uccidere Davide Bifolco, accusando i carabinieri di aver compiuto un’esecuzione.

“Oggi sono morta anch’io”. Sono le parole pronunciate con la voce rotta dal pianto di Flora Mussorofo, mamma di Davide Bifolco. “Aveva solo 17 anni – aggiunge la donna – non poteva fare male a nessuno. Il suo unico svago era giocare a pallone”. Spiega poi di non ricordare se al suo arrivo il figlio fosse ammanettato o meno, perché “ero in preda al panico”.

Le lacrime degli amici e dei parenti di Davide Bifolco (LaPresse)

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