De Magistris: “W la rivoluzione” su Twitter. Ranieri (Pd): “Sindaco infantile”

Pubblicato il 4 Luglio 2012 13:11 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2012 13:11

NAPOLI – “È ora di scassare l’ordine costituito neoliberista che abusa del potere e di realizzare una società fondata sulla giustizia: w la rivoluzione”. Luigi de Magistris decide di scrivere un tweet che inneggia alla rivoluzione.

Non è la prima volta che il sindaco di Napoli affronta l’argomento: stavolta però, le parole rimbalzano nella rete e provocano la reazione di Umberto Ranieri, responsabile Pd per il Mezzogiorno. “Cosa dire? – sorride – Esaltazioni infantili di chi gioca a fare il rivoluzionario. Lo diceva già Lenin, un tipo che di rivoluzioni se ne intendeva polemizzando con quelli che considerava i ciarlatani della rivoluzione. Che Dio protegga Napoli!”.

Secondo Ranieri, le questioni delicate debbono essere affrontate con serietà. Le parole utilizzate da De Magistris sarebbero inopportune: “Non si indulge alla chiacchiera demagogica quando si discute di problemi complessi e difficili come le impostazioni neo liberiste. Chi ha responsabilità politiche rilevanti come la guida della città – sottolinea Ranieri – deve evitare le parole in libertà e intervenire con molta sobrietà, invece di fare affermazioni propagandistiche per dimostrarsi più intransigente. Penso che si tratti di una manifestazione di immaturità”.

Anche andrea Orlando, commissario del Pd di Napoli, aggiunge il suo pensiero: “Condivido l’idea che vada messo in discussione l’ordine neo liberista ma il termine scassare non mi piaceva un anno fa e non mi piace oggi. Più interessante e necessario sarebbe invece ricostruire quello che è stato già “scassato””.

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La parola rivoluzione “può essere pericolosa soprattutto in un paese come l’Italia che non ha mai conosciuto una vera rivoluzione. Bisogna usarla con molta cautela anche per come può essere interpretata. In tempi difficili, di forte tensione sociale come quelli che viviamo attualmente, può anche essere frainteso il senso di “fare rivoluzione”” conclude Orlando.