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Dirottato a Ginevra aereo Ethiopian: passeggeri con mani sullo schienale (foto)

ROMA – Un aereo della Ethiopan Airlines decollato da Addis Abeba e diretto a Roma Fiumicino e poi a Milano Malpensa è stato dirottato sullo scalo di Ginevra. A bordo c’erano 193 passeggeri, tra cui 138 italiani. Il dirottatore, copilota del velivolo di 31 anni e non armato, chiedeva asilo politico in Svizzera ma subito dopo l’atterraggio è stato arrestato, dopo aver tentato la fuga calandosi con una corda da un finestrino della cabina.

La vicenda avvenuta la mattina di lunedì 17 febbraio si è conclusa bene ed ora i passeggeri a bordo raccontano i momenti drammatici che hanno passato. Gianluca Frinchillucci di Perigeo Ong ha diffuso anche delle immagini che mostrano i passeggeri a bordo dell’aereo con le mani poggiate in alto sui sedili. Sopra di loro, si vedono le maschere dell’ossigeno calate.

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Dirottato a Ginevra aereo Ethiopian: passeggeri con mani sullo schienale

Passeggeri con le mani sullo schienale

Prima dell’atterraggio uno dei passeggeri del volo Addis Abeba-Roma dirottato in Svizzera aveva mandato un sms alla moglie, nel quale diceva di temere per la sua vita. A raccontarlo all’Ansa è Karin Dragà, moglie del geologo Gianfranco Dragà, uno dei passeggeri del volo dirottato. “Poco prima dell’alba – racconta la donna che abita a Varna nei pressi di Bressanone in Alto Adige – mi è arrivato sul cellulare un sms nel quale Gianfranco mi diceva che il volo era stato dirottato e che i passeggeri temevano per la loro vita”. Successivamente – racconta la donna – sono arrivati altri sms di allarme, nei quale mio marito mi diceva tra l’altro che non sapevano dove fossero atterrati. A bordo di faceva l’ipotesi di un atterraggio in Francia e c’era anche chi aveva fatto l’ipotesi che l’atterraggio fosse dovuto ad un’avaria del velivolo”.

“Sembra infatti – racconta Karin – che l’atterraggio sia avvenuto in maniera estremamente brusca, quasi che chi era al comando del velivolo ne avesse perduto il controllo”. Nel frattempo, Karin ha cercato notizie sul web, venendo a conoscenza che la vicenda si era risolta. Così i due figli della coppia, di 7 e nove anni, hanno potuto andare a scuola dopo che una grande patema era stato tolto dai loro pensieri: “Dapprima – racconta Karin – avevo deciso di non dire loro nulla, ma poi, visto che la vicenda si era risolta in maniera positiva, ho deciso di dirlo anche ai ragazzi”. Ora Gianfranco è in viaggio verso l’Italia e la famiglia lo attende con trepidazione.

Gianfranco Dragà, geologo di Bressanone, che si trovava a bordo del Boeing 767 della Ethiopan Airlines, al sito web ‘salto.bz’ ha raccontato: “Il dirottatore, cioè il co-pilota, ha minacciato due volte di far precipitare l’aereo e questi sono stati momenti in cui ho cominciato a pensare che fosse finita, ho pensato alla mia famiglia ed a nient’altro”.

“Tutti noi dormivamo quando le maschere d’ossigeno sono cadute giù contemporaneamente, ci siamo resi conto che qualcosa non andava”. “Il copilota – ha raccontato l’uomo – si è chiuso nella cabina di comando e ci ha ordinato di mettere le maschere d’ossigeno, ma queste non funzionavano. Per la prima volta è scoppiato il panico, un passeggero dietro di me urlava, gli ho detto di non perdere la calma altrimenti avremmo perso tutti la bussola”.

– “Dopo un’ora di volo circa escono le maschere per l’ossigeno, così, dal nulla; dopodiché il pilota impazzito inizia a dire di stare seduti e mettersi le maschere. L’aereo perde quota. Dopo cinque minuti la situazione si stabilizza ma nessuno ci dice cos’è successo. Ore di paranoia e altre cose assurde finché ci ritroviamo a Ginevra e scopriamo che il copilota ha dirottato l’aereo e ci tiene ostaggi. È tutto vero..!”. Così la mattina, una volta atterrato nell’aeroporto svizzero, Enrico Cattabiani, giovane geologo di Parma, ha raccontato su Facebook la sua avventura sul volo Addis Abeba-Roma.

Cattabiani faceva parte della delegazione dell’associazione ‘Parma per gli altri’ che cura diversi progetti di solidarietà in Etiopia ed Eritrea. Con lui c’erano il presidente dell’associazione Pier Luigi Bontempi, il medico Vito Bocelli e la cooperante Carlotta Pioli. Tutti hanno raccontato di come il dirottamento sia iniziato pochi minuti dopo il decollo e di come il velivolo sia stato immediatamente scortato da caccia militari sullo spazio aereo del Sudan. Infine l’atterraggio a Ginevra. ”Gli ho sentiti tramite sms e mi hanno confermato di stare tutti bene – ha detto a Tv Parma Bruno Pescetti, direttore dell’associazione Parma per gli altri – Hanno avuto ovviamente paura ma la situazione non è mai precipitata. Ora stanno lasciando Ginevra per fare ritorno a casa”.

 

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