Dizionario Rocci, la battuta sessista su Facebook: “Gineconomo, dagli antichi greci abbiamo solo da imparare” FOTO

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Dicembre 2020 11:19 | Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre 2020 11:25
dizionario di greco rocci

Dizionario Rocci, la battuta sessista su Facebook: “Gineconomo, dagli antichi greci abbiamo solo da imparare”

Lo storico dizionario di greco Rocci, pubblicato per la prima volta nel 1939 da un monaco gesuita, padre Lorenzo Rocci, ha ricevuto critiche e attacchi per via di un commento giudicato da molti utenti “sessista”. Il commento, poi rimosso, è apparso sulla pagina Facebook dedicata al dizionario.

Commento accompagnato alla definizione di “gineconomo”

La frase incriminata è “dagli antichi greci abbiamo solo da imparare”. Pubblicata il 7 dicembre in fondo alla definizione del termine greco  “gineconomo”, come riporta l’immagine diffusa su Facebook e poi rimossa in un secondo momento, la parola significa “ispettore o sorvegliante dei costumi, dell’abbigliamento, delle donne”.

Il commento del dizionario Rocci incriminato è in fondo alla spiegazione. E’ scritto tra parentesi come a voler suonare ironico. 

Il commento appare nostalgico nei confronti di una figura, quella del magistrato greco, che aveva il compito di impedire gli “eccessi” femminili e controllare che l’abbigliamento delle donne non denunciasse un lusso ostentato. 

Il post è stato poi rimosso, ma gli utenti dei social non hanno apprezzato

Il post del dizionario Rocci è stato poi rimosso, ma gli utenti dei social non hanno apprezzato.

Tra loro c’è chi ha scritto: “Le battute o le si fanno bene o è meglio evitare”. E ancora: “Suggerisco un corso di marketing che insegni al social media manager come ci si scusa dopo uno scivolone”. Tra i commenti si legge anche: “Sono indignata come classicista e come donna”.

Non tutti però hanno trovato quanto accaduto grave. Per molti, la frase aveva senza dubbio un intento provocatorio: per molti quindi si è trattato solo di scivolone, un modo scherzoso e innocuo  per creare dibattito sulla pagina e attirare l’attenzione.

Le critiche, in questo caso vengono giudicate come un eccesso di “politically correct”. “Che chiusura mentale, che noia. Secondo me chi si è indignato ha fatto ragioneria” scrive un utente a difesa del post del dizionario Rocci. 

Le scuse non sono arrivate

Il post sotto accusa era stato usato anche come copertina della pagina Facebook. Oggi, in un nuovo post pubblicato, si legge: “Su gentile richiesta abbiamo rimosso il post che ha urtato molte sensibilità!” 

Non c’è però nessun accenno a delle scuse vere e proprie nei confronti dei lettori indignati (fonte: FanPage, Repubblica, Facebook).