Due bimbe sperdute, in 614 se ne fregano al centro commerciale. FOTO

di Daniela Lauria
Pubblicato il 25 Marzo 2014 12:06 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2014 13:36

LONDRA – Sabato mattina, ora di punta, due bimbe sperdute in mezzo alla folla del centro commerciale. E seicentoquattordici adulti che se ne fregano. Uma, la più grande, ha sette anni e si aggira spaurita stringendo a sé il suo pupazzo preferito. Maya, appena 5 anni, se ne sta accovacciata e succhia il pollice. Sole in mezzo a un fiume di persone in transito, per buoni venti minuti, prima che una signora abbia il buon cuore di avvicinarsi e chiedere: “Hai perso la mamma?”.

Accade in Gran Bretagna, in un centro commerciale di Londra, vicino a Victoria Station. Il dramma andato in scena in realtà è soltanto una recita, una candid camera: la mamma delle piccole attrici era nascosta dietro una colonna ad osservare quella terribile processione di corpi indifferenti dinanzi alle sue figlie invisibili. Seicentoquattordici persone che scivolavano accanto, zigzagando i piccoli ostacoli umani, senza degnarli di uno sguardo.

Alla fine la signora Pitcher, pensionata di 70 anni, si ferma a chiedere se c’è qualcosa che non va alla piccola Maya. Ma anche lei, in un primo momento, confessa di essere passata dritta. L’immagine di quella bambina sola è riuscita a fare breccia nella sua mente e a costringerla a tornare sui suoi passi:

“Era rimasta troppo a lungo da sola e nessun genitore o un amico si era avvicinato. Ero molto titubante se avvicinarmi o meno alla bambina, così ho tirato dritto,ma poi ho pensato che devo tornare – per ogni evenienza”.

L’esperimento sociologico è stato organizzato dalla NSPCC, un’associazione britannica che si occupa degli abusi sui minori. La mamma delle piccole Uma e Maya, Reshma Rumsey, di professione fa la giornalista: nascosta dietro un pilastro ha osservato l’agghiacciante cecità dei passanti. Persino una mamma col passeggino le ha scansate.

A nutrire la riluttanza dei passanti non c’era soltanto la paura, di essere additati come molestatori, di imbattersi in due baby-borseggiatrici, ecc.. C’era soprattutto indifferenza, radicata e condivisa, di chi è abituato a non relazionarsi mai con l’estraneo e a non deviare mai dal proprio percorso.