Egitto, polizia attacca presidi pro Morsi. Fratelli Musulmani: “Oltre 500 morti” (foto)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Agosto 2013 8:15 | Ultimo aggiornamento: 14 Agosto 2013 15:01

IL CAIRO  – Morti, almeno 100, e feriti a centinaia al Cairo per l’intervento della polizia egiziana contro i sostenitori di Morsi che presidiano la piazza da giorni. Sono le prime cifre di un bilancio destinato a crescere. Si parla di lacrimogeni ma è probabile che negli scontri sia volato qualcosa di più micidiale. Il bilancio è ancora incerto: i giornalisti hanno contato almeno 40 corpi negli ospedali da campo ma i Fratelli musulmani denunciano almeno 500 vittime e oltre 2000 feriti.

Al Jazeera, citando fonti sanitarie, parla di 120 morti. Due le vittime tra le forze di sicurezza. L’opposizione denuncia: “Usano donne e bambini come scudi umani”. I giornalisti sul posto denunciano intimidazioni da parte dell’esercito, che costringono i fotografi a cancellare le foto scattate come condizione per il rilascio.

Un giornalista dell’agenzia France Presse successivamente ha potuto contare 100 cadaveri allineati in un obitorio improvvisato in piazza Rabaa al-Adawiya, occupata dai pro-Morsi da più di un mese.

Secondo notizie di agenzia, la polizia egiziana ha cominciato all’alba di mercoledì a disperdere con la forza i presidi al Cairo dei sostenitori del presidente deposto Mohamed Morsi.

La polizia ha attaccato lanciando lacrimogeni contro i pro-Morsi. “E’ l’inizio dell’operazione per sloggiare i manifestanti”, ha confermato all’agenzia France Presse un alto responsabile delle forze di sicurezza.

Il partito dei Fratelli musulmani ha lanciato un appello alla popolazione affinché scenda in strada contro “il massacro”. “Questo non è un tentativo di disperdere (i manifestanti pro Morsi, ndr), ma è un sanguinoso tentativo di spazzare via tutte le voci che si oppongono al golpe militare”, ha dichiarato il portavoce Gehad El-Haddad via Twitter. “Noi – ha aggiunto – non ci piegheremo. Rimarremo sempre in piedi per affrontare ogni tipo di tirannia”.

Oltre ai morti civili anche tre soldati sono rimasti uccisi negli scontri scoppiati in un’altra piazza occupata della città, al-Nahda, a est della città (al-Adawiya è, invece, a nord). Questo accampamento, secondo il ministero del’Interno, nelle prime ore della mattinata è stato messo sotto controllo. Sono stati bloccati tutti gli accessi al campo e gli agenti hanno perquisito le tende: le immagini hanno mostrato armi e munizioni.

Le forze di sicurezza ad al-Nahda hanno arrestato 150 “uomini armati” tra i quali “diversi leader dei Fratelli musulmani” dei quali non sono state divulgate le identità. Testimoni, in questa sede, riferiscono di diversi morti carbonizzati, ma non è chiaro cosa abbia causato l’incendio. Anche il sit-in di Nasr City (periferia sud-est) è stato preso d’assalto.

(Foto Ap/LaPresse)