Elezioni Comunali 25 maggio 2014: come e quando si vota. Ballottaggio 8 giugno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Maggio 2014 17:37 | Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2014 20:48

ROMA – Elezioni Comunali del 25 maggio 2014: come e quando si vota. Si vota nella sola giornata di domenica 25 maggio. I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23. A rinnovare consiglio comunale ed eleggere il sindaco sono chiamati i cittadini di 4.087 comuni, (guarda la mappa del voto) fra i quali quelli di importanti capoluoghi come Firenze, Bari, Padova, Prato, Modena, Reggio Emilia, Perugia, Livorno, Foggia, Ferrara, Sassari, Pescara, Forlì, Bergamo, Terni, Cesena e Pesaro.

BALLOTTAGGIO. Nei Comuni con più di 15.000 abitanti si va al ballottaggio domenica 8 giugno (seggi aperti dalle 7 alle 23) nel caso che nessuno dei candidati sindaco abbia superato il 50% dei voti al primo turno. La sfida al secondo turno sarà fra i due candidati che hanno preso più consensi.

Nei Comuni con meno di 15.000 abitanti viene eletto sindaco il candidato che ha preso più voti. In caso di parità assoluta di voti tra due candidati si tornerà a votare (ballottaggio) per questi ultimi la seconda domenica successiva (8 giugno). In caso di ulteriore parità viene dichiarato eletto il più anziano.

DOCUMENTI. Per votare serve un documento d’identità e la tessera elettorale. Qualora l’elettore l’abbia smarrita, può chiederne un duplicato all’ufficio elettorale del Comune di residenza.

COME SI VOTA. Si può esprimere il proprio voto in più modi:

  • Tracciando un segno sul simbolo della lista. Il voto va alla lista votata e e al candidato sindaco ad essa collegata.
  • Tracciando un segno sul simbolo della lista e sul nome del candidato sindaco ad essa collegata: il voto vale per la lista e per il candidato sindaco.
  • Tracciando un segno sul nome del candidato sindaco: il voto è valido per il candidato e per la lista che lo appoggia.

PREFERENZE. Il voto di preferenza per i candidati consiglieri si può esprimere scrivendo solo il cognome del candidato (o nome e cognome nei casi di omonimia) nelle righe stampate sotto il simbolo della lista di appartenenza del candidato votato, anche senza fare una croce sulla lista. Il voto così è valido sia per il candidato consigliere, sia per la lista di appartenenza, sia per il candidato sindaco ad essa collegato.

Le preferenze vanno espresse solo per candidati compresi nella lista votata. Nei Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti si può esprimere solo una preferenza. Due preferenze nei Comuni oltre 5.000 abitanti, con l’obbligo di indicare due candidati di sesso diverso (la cosiddetta “preferenza di genere”), pena la nullità della seconda preferenza.

VOTO DISGIUNTO. Si può esprimere solo nei Comuni con più di 15 mila abitanti, votando per un candidato consigliere o una lista non collegata al candidato sindaco per il quale si vota. Sulla scheda si tracciano due segni: uno sul simbolo della lista e uno sul rettangolo con il nome del candidato sindaco non collegato alla lista.

Nei Comuni con meno di 15 mila abitanti il voto per il candidato sindaco e per la lista sono uniti, quindi non è possibile il “voto disgiunto”.

Le preferenze devono essere manifestate, esclusivamente, per candidati compresi nella lista votata. Ogni elettore può manifestare non più di due voti di preferenza per candidati alla carica di consigliere comunale; nel caso di espressione di due preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza.

COMPOSIZIONE CONSIGLIO COMUNALE. Nei Comuni con meno di 15 mila abitanti, alla lista che appoggia il sindaco vanno i due terzi dei seggi, il resto viene distribuito in maniera proporzionale fra le altre liste. 

Nei Comuni con più di 15.000 abitanti si tiene conto dei risultati elettorali del primo turno e degli eventuali ulteriori collegamenti nel secondo. Se la lista o la coalizione del candidato eletto Sindaco nel primo o nel secondo turno non avrà preso almeno il 60% dei seggi, ma avrà ottenuto nel primo turno almeno il 40% dei voti, scatta un premio di maggioranza che le assegna automaticamente il 60% dei seggi. I restanti seggi saranno ripartiti fra le altre liste, in proporzione alle preferenze ottenute.