Enel e #guerrieri, un racconto dell’italia che esiste

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 ottobre 2013 11:04 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2013 11:04

ROMA – La campagna #guerrieri di Enel ha utilizzato molti canali per raggiungere un unico obiettivo: dare voce all’Italia. È partendo da questo punto, e dall’orizzonte verso il quale si muove, che è possibile capirla e giudicarla.

L’obiettivo di questa campagna multicanale è stato quello di raccogliere e diffondere le storie di vita quotidiana di tanti italiani alle prese con fatiche, sfide e problemi di tutti i giorni. E un’iniziativa di questo genere non è insolita per Enel.

Già per i 150 anni dell’Unità d’Italia, Enel ha realizzato uno spot con un semplice invito rivolto a tutti: invece di parlare dei difetti del Paese, “per una volta, una soltanto, – diceva lo speaker – fate qualcosa di diverso: provate a parlare di quell’Italia che sembra essere invisibile, ma che esiste”.

Ed è proprio in questo solco che, con #guerrieri, Enel ha riproposto l’invito, continuando a tracciare un percorso in quella che è anche una responsabilità dell’azienda: parlare delle persone che sono la realtà e il cuore dell’Italia, quelle per le quali Enel lavora.

La programmazione e la pianificazione della campagna #guerrieri sono elementi utili per comprendere l’iniziativa che ha scelto lo storytelling come forma di comunicazione, e tv, stampa, web e social network come strumenti per diffondere un invito rivolto a tutti e raccolto da moltissimi: “Raccontate le vostre storie nelle quali vi siete scoperti #guerrieri della vita quotidiana”.

Un po’ di date della campagna #guerrieri

• dall’inizio di agosto un tam-tam sui social network ha cominciato a presentare la campagna e la piattaforma di storytelling. Era un invito a prepararsi per quello che sarebbe iniziato a fine mese con l’apertura delle iscrizioni al sito guerrieri.enel.com.

• Il 26 agosto la campagna è proseguita con l’apertura delle iscrizioni sulla piattaforma di storytelling. La diffusione di storie esemplificative del concetto di #guerrieri incontrate da Enel nel corso della sua attività quotidiana e la contestuale campagna di annunci a pagamento su Twitter e Facebook hanno contribuito a dare visibilità all’iniziativa, con un importante aumento di followers e fan sui due social network.

• Il 7 settembre i #guerrieri hanno cominciato a raccontare le loro storie, seguendo la formula proposta dalla piattaforma, che usa il metodo della guida narrativa per aiutare le persone a raccontarsi.

• Il 9 e il 15 settembre la campagna pubblicitaria su giornali e tv ha rilanciato l’invito a partecipare alla campagna che in meno di dieci giorni ha registrato oltre mille storie.

• Il 24 settembre è avvenuto quello che la rete definisce un “dirottamento”: l’uso massiccio di #guerrieri con attribuzioni di significato distruttivo e di segno completamente opposto, non solo alle intenzioni originarie di Enel, ma anche all’utilizzo dell’hashtag fatto dalla maggioranza degli utenti della rete che avevano segnalato o partecipato all’iniziativa sino a quel momento.

Su Twitter l’iniziativa #guerrieri è stata un #epicfail? In seguito al dirottamento il volume dell’hashtag è cresciuto con un’accezione negativa e polemica, che ha puntato l’obiettivo contro alcune attività dell’azienda, ignorando tutto ciò che di positivo è accaduto precedentemente e sta accadendo sugli altri mezzi e sul sito #guerrieri.

I #guerrieri che si raccontano sul sito hanno scelto di far conoscere la loro esperienza quotidiana non solo per poter vincere una delle cinque biciclette elettriche in palio, con un montepremi quasi simbolico. Basta visitare il sito per leggere storie vere, di persone che combattono battaglie quotidiane vere, e che forse non vivono nei social network, ma che più semplicemente li usano per raccontarsi e farsi ascoltare.

Ad oggi l’iniziativa #guerrieri ha raggiunto oltre 1 milione di navigatori e raccolto più di mille storie, con un totale di oltre 2.000 utenti registrati. E la campagna continua la sua strada verso l’obiettivo di dare voce agli italiani.

Da ultimo… Enel non ha inventato l’hashtag #guerrieri. Lo ha preso in prestito dalle Rete, per dare voce a quell’Italia che sembra essere invisibile, ma che esiste.

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