Strage di Erba, Rosa Bazzi e Olindo Romano 11 anni dopo FOTO

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 novembre 2017 12:45 | Ultimo aggiornamento: 28 novembre 2017 12:45

ROMA – Le telecamere di Quarto Grado su Rete 4 hanno mostrato il volto di Olindo Romano e Rosa Bazzi, la coppia di coniugi condannata per la strage di Erba, 11 anni dopo.

E’ la prima volta che i due vengono ripresi. Nelle foto visibili cliccando qui, Olindo appare con i capelli bianchi e appare un po’ appesantito. Quando esce dal furgone della polizia, aspetta sua moglie per entrare insieme nell’aula del tribunale di Brescia. Anche Rosa appare invecchiata e diversa da come eravamo abituati a vederla durante il processo seguito al loro arresto.

In realtà, la coppia era stata fotografata dall‘Ansa circa una settimana fa (in fondo all’articolo le foto). Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati in via definitiva per la strage di Erba, erano tornati in un’aula di tribunale a Brescia per l’udienza per la richiesta di incidente probatorio su alcuni reperti mai utilizzati.

Quel giorno è stato deciso che saranno nominati il 16 gennaio i periti incaricati di esaminare reperti mai analizzati sul luogo della strage. Quel giorno il presidente della Corte d’appello di Brescia, Enrico Fischetti, leggerà l’ordinanza con cui dispone l’incidente probatorio su tutti o parte dei reperti che i difensori di Olindo e Rosa chiedono siano presi in considerazione. Secondo Fabio Schembri, uno dei loro legali, si tratta di “un buon inizio” perché l’esito di questi nuovi accertamenti potrebbe costituire un viatico per la richiesti di revisione del processo.

La strage di Erba fu compiuta l’11 dicembre 2006 e costò la vita a 4 persone (tra cui un bambino di due anni) e il ferimento grave di una quinta. “Sulla scena del delitto non furono trovate tracce dei coniugi Romano – ha ricordato Schembri -, mentre ne furono trovate di altre persone”. Olindo Romano e Rosa Bazzi sono strati condannati all’ergastolo e a tre anni di isolamento diurno. L’incidente probatorio riguarda, tra l’altro, formazioni pilifere, un accendino e altri reperti mai analizzati.

Azouz Marzouk, marito e padre di due delle vittime della strage, vuole essere presente in aula, se dovesse proseguire l’udienza per l’incidente probatorio su reperti mai analizzati nella stessa strage. Lo ha detto il suo avvocato, Luca D’Auria, prima dell’udienza davanti ai giudici della Corte d’appello di Brescia.  “Azouz Marzouk potrebbe chiedere di venire per ragioni di giustizia” ha spiegato D’Auria, dal momento che l’uomo è stato espulso in Tunisia dopo aver patteggiato una pena per spaccio di droga. In alcune interviste degli ultimi mesi, Marzouk aveva espresso dei dubbi sulla colpevolezza dei coniugi Romano.