Erdogan a Roma, scontri manifestanti polizia a sit-in di protesta FOTO

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 febbraio 2018 13:40 | Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2018 16:50

ROMA – Scontri tra manifestanti e polizia al sit-in di protesta contro la visita del presidente turco Recep Tayyip Erdogan a Roma. Al termine della manifestazione, un gruppo di partecipanti, dietro allo striscione “Erdogan boia,” ha cercato di partire con un corteo non autorizzato verso San Pietro.

La polizia, in tenuta antisommossa, li ha caricati e un manifestante è rimasto ferito al volto cadendo a terra. I partecipanti hanno intonato cori “vergogna, vergogna” e chiesto di fare un corteo. Poco dopo la situazione è tornata alla normalità e la polizia ha chiuso la piazza impedendo alla gente (soprattutto turisti) di passare.

Poi nel pomeriggio, verso le 16, ancora scontri nei giardini di Castel Sant’Angelo tra manifestanti e forze dell’ordine. La tensione è salita quando i manifestanti hanno chiesto di uscire dai giardini senza mostrare i documenti per essere identificati. “Vergogna, ci tenete in ostaggio”, hanno urlato i manifestanti.

La manifestazione anti-Erdogan.

La manifestazione si è svolta poco lontano da Castel Sant’Angelo accanto ai giardini della Mola Adriana. bandiere e uno striscione con il volto di Ocalan. Esposte diverse foto di bombardamenti e bambini feriti. I manifestanti hanno intonato cori. “Ieri Hitler oggi Erdogan”. “Grazie al popolo italiano che è accanto ai curdi – ha detto al megafono Rudi – vengo da Afrin dove stanno massacrando donne e bambini. Nessuno dice nulla. Il nostro cuore è ferito. E oggi il razzista Erdogan viene ospitato dal papa. Speriamo che il Pontefice gli dica di fermare questo massacro”.

Said, all’Ansa ha raccontato: “Ieri sono arrivato a San Pietro con due bambini e dei cartelli con scritto ‘Pace in Kurdistan’ e ‘Pace ad Afrin’ ma non mi è stato permesso di entrare. Oggi però un criminale come Erdogan stringe la mano al Papa”.

“Sono stato identificato – spiega – e mi è stato impedito di entrare. A San Pietro ho sentito tante volte la parola pace e ieri non ho potuto esporre dei cartelli che la invocavano. Accanto alla parola pace c’erano disegnati anche dei cuoricini” .