Federica Pellegrini, Filippo Magnini e Fabio Scozzoli: nuoto flop a Londra 2012

Pubblicato il 1 agosto 2012 0:44 | Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2012 12:22

Federica Pellegrini, Filippo Magnini e Fabio Scozzoli (foto LaPresse)

LONDRA, INGHILTERRA – Dopo che Federica Pellegrini, stella indiscussa della nazionale italiana,  ha abdicato nei ‘suoi’ 200 stile libero il dato ormai è chiaro. La spedizione dell’Italnuoto a Londra 2012 è un fragoroso flop. Nessuna delle punte della nazionale infatti ha reso secondo le aspettative. Un dato preoccupante su cui i vertici federali dovranno riflettere. Dopo la tragica scomparsa di Alberto Castagnetti alla nazionale è mancata una guida sicura. Il punto di riferimento attorno al quale tutto ruotava. La figura del ‘Guru’ di Verona non è  certamente rimpiazzabile, non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello del carisma, ma la Federazione si è rivelata incapace di gestire la sua migliore atleta. La veneta infatti ha cambiato allenatori in continuazione e l’unico con cui è veramente riuscita ad essere sui livelli che le competono è stato uno straniero.

Il francese Philippe Lucas, dal lei scelto e fortemente voluto, con il quale ai mondiali di Shanghai ha piazzato la prestigiosa doppietta 200-400. Una scelta sopportata a denti stretti dai vertici e dai tecnici del nuoto in vasca italiano che suona come una sconfitta per il movimento italiano. Dato l’addio a Lucas in estate e dopo una  breve parentesi finita male con Federico Bonifacenti a Verona la giovane veneta ha scelto il cuore spostandosi a Roma con Claudio Rossetto, allenatore del suo fidanzato Filippo Magnini da lui portato per due volte al titolo mondiale nei 100 stile libero. L’ennesimo cambio di rotta di Federica ha portato ad effetti deflagranti. Delusione per lei ma anche per tutto il gruppo della velocità, da Magnini a Dotto.

Una vera Caporetto alla quale va aggiunta anche la debacle di Fabio Scozzoli, settimo in finale dopo aver fatto segnare il secondo tempo nella semifinale dei 100 rana. Fino ad ora il nuoto italiano, per dirla con le parole di Mourinho, ha portato a casa ‘zero tituli’. L’ultima piccola speranza per rendere un pizzico meno disastroso il risultato dell’Italnuoto all’Acquatic Centre resta legata ai 1500 metri di Gregorio Paltrinieri, un ragazzo del 1994. Davvero troppo  poco per risanare un’ambiente che, dopo le polemiche innescate da Magnini e Dotto al termine delle deludenti batterie mattutine dei 100 stile libero, è apparso quanto mai teso e ribollente e l’unico a metterci la faccia è stato proprio lo stesso Rossetto nel sempre scomodo ruolo del capro espiatorio. Assordante invece il silenzio del presidente federale Barelli. Forse aveva  ragione proprio il pesarese nelle dichiarazioni a caldo rilasciate dopo la gara e parzialmente rettificate nel pomeriggio: bisogna cambiare tutto.