Roma. Corteo Fiom e No Tav: 50mila persone in piazza

Pubblicato il 9 Marzo 2012 18:44 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2012 18:52

ROMA – ”Democrazia al lavoro”: con questo slogan la Fiom si prepara a scendere in piazza il 9 marzo per lo sciopero generale di 8 ore proclamato dai metalmeccanici della Cgil e la manifestazione nazionale organizzata a Roma. Alla manifestazione presente anche il movimento No Tav, motivo per il quale esponenti del Pd hanno deciso di non partecipare al corteo.  In piazza, invece, l’Idv. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha dichiarato: ”Stiamo monitorando, per adesso sembra non ci siano problemi gravi. Speriamo bene”.

Sono i ”due temi di fondo” dell’iniziativa, come spiegato dal segretario generale, Maurizio Landini, attorno al quale si snodano più ragioni: per la difesa dei diritti e dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e contro le scelte della Fiat e dell’amministratore delegato, Sergio Marchionne, ma anche di Federmeccanica e, quindi, per la ”riconquista” del contratto nazionale di categoria e della rappresentanza in fabbrica.

Quanto alle presenze, le tute blu della Cgil attendevano l’arrivo di circa 600 pullman, quindi di circa 50 mila persone, provenienti da fuori Roma e dalle altre regioni. Due i treni dall’Emilia Romagna. Il corteo è partito da piazza della Repubblica alle 9.30 circa ed arrivato a piazza San Giovanni, dove si tiene il comizio conclusivo del leader della Fiom, Maurizio Landini.

Tra gli interventi previsti sul palco, la Fiom conferma la presenza del presidente della Comunità montana delle Valli di Susa e Sangone, Sandro Plano. Presente anche un rappresentante del Movimento per l’acqua ed i lavoratori metalmeccanici, soprattutto dei grandi gruppi industriali (Fiat, Fincantieri e Finmeccanica) e un operaio migrante. La parola anche il presidente del sindacato dei metalmeccanici greco (Poem) Yannis Stefanopoulos, oltre ad alcuni esponenti del mondo della cultura.

Per la Cgil interviene il segretario confederale Vincenzo Scudiere, poiché il segretario generale Susanna Camusso è a New York per una iniziativa all’Onu. Un foglio autoprodotto da distribuire gratuitamente in piazza è l’iniziativa promossa da #OccupyLiberazione, l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori di Liberazione, giornalisti e poligrafici, che occupa la redazione dal 28 dicembre scorso, in difesa del quotidiano e dei posti di lavoro.

Alla base della piattaforma anche la richiesta di estendere l’occupazione e gli ammortizzatori sociali, introdurre un reddito di cittadinanza, cancellare l’articolo 8 della scorsa manovra estiva che consente ai contratti aziendali e territoriali di derogare ai contratti nazionali ed alle leggi sul lavoro, mettere in campo un piano straordinario di investimenti pubblici e privati per creare lavoro e cambiare il modello di sviluppo.

La Questura si roma si è preparata al primo corteo ‘caldo’, a distanza di cinque mesi dai disordini dello scorso 15 ottobre.  Fin dall’inizio del corteo è stato attivato il Centro per la gestione della sicurezza dell’evento, che monitora tutte le fasi della manifestazione attraverso le telecamere all’interno della sala operativa. Gli spostamenti, dunque, sono stati tutti filmati.

Il gruppo dei No Tav e degli universitari è partito dalla sede della Sapienza a piazzale Aldo Moro per aggiungersi alla Fiom in piazza della Repubblica e sfilare con i metalmeccanici, ed è quello che ha destato maggiore attenzione nelle forze dell’ordine. I manifestanti, infatti, hanno eseguito blitz e azioni dimostrative.

Tra i ‘sorvegliati speciali’ le stazioni Termini e Tiburtina, dove sono confluite migliaia di persone provenienti nella Capitale da tutta Italia. La stessa stazione della metropolitana a piazza San Giovanni è stata chiusa in occasione dell’evento. Per quanto riguarda la viabilità privata la Questura ha disposto anche che dalle ore 7  del 9 marzo fossero sgomberati tutti i veicoli in sosta e i contenitori per i rifiuti a piazza della Repubblica, piazza San Giovanni, e lungo tutto il percorso del corteo: via delle Terme di Diocleziano, via Giovanni Amendola, via Cavour, piazza Esquilino, via Liberiana, via Merulana, viale Manzoni e via Emanuele Filiberto.

‘Si renda disponibile a riaprire una trattativa vera, a fare investimenti concreti in Italia e soprattutto a garantire le liberta’ sindacali’: cosi’ il leader Fiom, Maurizio Landini, si rivolge all’ad Fiat, Marchionne, a cui dice di ‘smetterla di avere un atteggiamento autoritario. E’ una logica sbagliata, che non va da nessuna parte’. ”L’idea che le aziende funzionino impedendo ai lavoratori di scegliere il sindacato che vogliono non e’ utile” afferma Landini, aprendo il corteo della Fiom.

E sempre rivolto all’Ad di Fiat, il segretario generale della Fiom sostiene che ”dovrebbe smetterla di avere un atteggiamento autoritario verso i lavoratori: non assumere chi e’ iscritto alla Fiom a Pomigliano o impedire ai tre lavoratori di Melfi ingiustamente licenziati di entrare in fabbrica e’ una logica sbagliata che non va da nessuna parte”.

”Reddito, diritti, audit” contro il governo dell’austerita’. Dietro questo striscione, circa 300 studenti sono partiti dalla Sapienza a Roma per aderire alla manifestazione della Fiom. I giovani, tra i quali anche alcuni sostenitori dei No Tav ed esponenti dei centri sociali, hanno raggiunto piazza della Repubblica per confluire nel corteo dei metalmeccanici diretto a S.Giovanni. Una decina di uova sono state lanciate dagli studenti contro una filiale di Banca Intesa, al passaggio del corteo degli universitari che aderiscono al corteo della Fiom di Roma. Gli studenti hanno anche affisso sulla banca uno striscione che recitava ‘Con l’augurio di un fallimento ad alta velocita”.

Dal palco della Fiom in piazza San Giovanni, ”parlera’ il presidente della Comunita’ montana della Val di Susa, che e’ una persona eletta, che rappresenta un’istituzione, un territorio e quelle popolazioni e che sarebbe saggio il governo ascoltasse”. Cosi’ il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, aveva parlato della presenza del movimento No Tav alla manifestazione nazionale a Roma.

”Una manifestazione democratica”, sottolinea: ”In democrazia bisogna sapere anche ascoltare, per poter lavorare verso una coesione sociale vera”. Secondo Landini ”la logica delle grandi opere non e’ sempre quella che serve al Paese. Il governo ha cambiato idea sul Ponte dello Stretto di Messina, sulle Olimpiadi, ha comprato anche meno aerei militari: non sempre cambiare idea e’ un errore, soprattutto se ci si rende conto che il problema e’ anche cambiare il modello di sviluppo” del Paese, conclude Landini.

In una rissa davanti al liceo Righi di Roma sono rimasti feriti 3 studenti e sono stati trasportati al Policlinico Umberto I dai sanitari del 118. La rissa è avvenuta mentre alcuni studenti di sinistra volantinavano in occasione del corteo della Fiom. In concomitanza con l’inizio delle lezioni alcuni studenti di destra e sinistra si sono affrontati.

”E’ stata un’aggressione fascista”. Cosi’ gli Studenti Autorganizzati hanno descritto quello che è successo davanti al Liceo Righi di Roma. ”Gli studenti che si stavano organizzando all’ingresso dell’istituto per raggiungere il corteo della Fiom hanno subito un’aggressione fascista da parte di alcune decine di militanti, fra i 20 e i 30 anni, legati all’organizzazione ‘Controtempo’ -spiegano gli Autorganizzati- I ragazzi sono stati colpiti con caschi e altri oggetti. Gli studenti hanno poi comunque raggiunto il concentramento della Fiom con la richiesta di poter intervenire per raccontare l’accaduto e l’invito al segretario Landini per la settimana prossima presso il proprio istituto”. Secondo quanto riferiscono gli Studenti Autorganizzati ”una delle vittime è stato ricoverata con oltre 30 giorni di prognosi per la frattura del setto nasale e varie contusioni e dovrà essere operata nei prossimi giorni”.

”E’ stata una vera e propria carica – ha commentato un liceale del Righi – . Hanno prima strattonato lo striscione poi si sono avventati, tirando calci, pugni e colpi di casco. Anche professori e bidelli, che erano intervenuti per calmare la situazione, hanno preso qualche botta”.  ”Li abbiamo comunque riconosciuti – ha aggiunto – Sono fascisti del gruppo Controtempo che sta nel quartiere Trieste e tra di loro c’era anche uno che frequenta il Righi”.

Un centinaio di precari hanno poi occupato per alcuni minuti a Roma la sede del Cipe, in via della Mercede, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. Lo hanno riferito i manifestanti, i quali chiedono ”che i fondi per la Tav vengano stanziati invece per il welfare, la casa e il reddito”. I manifestanti sono esponenti dei ‘Blocchi precari metropolitani’ e dei ‘Movimenti per il diritto all’abitare’. La Questura ha riferito che gli occupanti sono stati subito respinti. Gli agenti hanno poi identificato i manifestanti.

Lo spezzone del corteo di studenti e sostenitori del movimento No Tav che oggi ha aderito alla manifestazione della Fiom, dopo aver sfilato davanti piazza San Giovanni punto di arrivo della manifestazione, ha proseguito verso via della Magna Grecia bloccando il traffico. I manifestanti che hanno deviato dal percorso sono oltre un centinaio. I manifestanti che si sono staccati dal corteo della Fiom hanno raggiunto la sede dell’Inps, chiusa, e allora hanno acceso fumogeni. Sul posto forze dell’ordine in tenuta anti sommossa che sbarrano il passo al mini corteo che vorrebbe proseguire verso Caracalla.

(Foto LaPresse)