Fiumicino, tonnellate di rifiuti sul litorale a causa delle mareggiate FOTO

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 19 Novembre 2019 11:47 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2019 11:49
Fiumicino rifiuti costa

Rifiuti sul litorale di Fiumicino

FIUMICINO – Un tappeto di rifiuti. Accanto all’erosione ed ai danni provocati alle strutture balneari di Fregene sud e Focene, è l’altra faccia dei segni che stanno lasciando, anche sul litorale di Fiumicino, comune alle porte di Roma noto per il suo aeroporto, le ripetute mareggiate e l’ondata di maltempo.

A farne le spese, e non è la prima volta, le scogliere a difesa dell’abitato di Passo della Sentinella, alla foce del Tevere, ed il vecchio faro, uno dei simboli di Fiumicino. Ammassi di rifiuti, trascinati dalla furia delle onde, anche questa mattina imponente, coprono gli scogli: tronchi, legni, plastiche, copertoni, scarpe, bottiglie di vetro, gomma piuma.

Un lascito delle mareggiate, che hanno anche parzialmente allagato da giorni il piazzale a ridosso del faro, con cui, spesso, questa fetta di litorale deve fare i conti, con una certa impotenza e a fronte di ingenti spese per rimuovere i rifiuti che alla fine lasciano il segno sui bilanci economici. L’inquinamento, per il momento, è più limitato invece sulle spiagge. Intanto l’amministrazione comunale di Fiumicino, dopo aver chiesto ieri alla Regione lo stato di calamità per i danni sulla costa di Fregene e Focene, convocherà un consiglio comunale straordinario sulla problematica, ormai cronica, dell’erosione.

Napoli, quintali di plastica sulle spiagge del lungomare 

Quanto accaduto a Fiumicino è più o meno lo stesso fenomeno riscontrato a Napoli nei giorni scorsi. Quintali di plastica e di rifiuti vari sono stati trasportati dalle mareggiate sull’arenile del lungomare Caracciolo. Il fenomeno a Napoli si ripete spesso in occasione del mare mosso. Questa volta è stato accentuato dalla durata della cattive condizioni atmosferiche che da giorni interessano il capoluogo campano.

L’intera spiaggia antistante la Rotonda Diaz è  stata invasa da oggetti galleggianti tra i quali centinaia di bottiglie e grandi bidoni di plastica provenienti dalle vicine aree marine destinate alla mitilicoltura. Oltre alla raccolta fatta praticamente a mano o con l’aiuto di rastrelli, si pone il problema – come segnalato dagli stessi operatori ambientali – dello smaltimento del consistente quantitativo di rifiuti per ora accantonato sui marciapiedi del lungomare. 

Fonte: Ansa

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