Foreign fighters italiani: da Maria Giulia Sergio a Anas El Abboubi FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Gennaio 2015 10:08 | Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio 2015 10:08

ROMA – Foreign fighters, ossia combattenti per la Jihad di origine occidentale: dalla campana Maria Giulia Sergio, diventata Fatima, al calabrese Giampiero, all’italo-marocchino Anas El Abboubi, la lista italiana è in continuo aggiornamento. L’ultima stima del ministero dell’Interno parla di 59 soggetti: cinque italiani, due dalla doppia nazionalità. Un numero limitato nella galassia dei combattenti europei, quantificati tra 3mila e 5mila. Il numero è cresciuto con il conflitto in Siria, che è diventato un magnete per tanti giovani musulmani radicalizzatisi sul web, esposti alla propaganda jihadista, così come per vecchi protagonisti della scena islamista europea. Il pericolo è il loro ritorno in Italia, dopo essersi formati militarmente nei teatri di guerra. Potrebbero compiere attentati, fare proselitismo forti del carisma di combattenti, costruire reti di reclutamento.

Ecco l’identikit di alcuni dei combattenti italiani:

GIULIANO IBRAHIM DELNEVO – Genovese, convertitosi all’Islam, morto in Siria dalle parti di Aleppo nel giugno del 2013. Aveva 23 anni. Si era convertito nel 2008. Nascondeva il suo volto sulle pagine facebook dietro al logo di un movimento fondamentalista ceceno.

GIAMPIERO F. – Nato a Reggio Calabria, 35 anni, cresciuto a Bologna, dove si avvicina a circoli integralisti islamici e poi trasferitosi in Spagna. In carcere in Iraq per terrorismo internazionale.

MARIA GIULIA ‘FATIMA AZ ZAHRA’ SERGIO – Nata a Torre del Greco, poi trasferita a Inzago (Milano), 27 anni, convertita nel 2009 all’islam dopo aver conosciuto un marocchino che poi sposa. Spostatasi in Toscana, entra in contatto con estremisti islamici che operano nei Balcani. L’ultima sua traccia è un volo Roma-Istanbul a settembre 2014. Da lì dovrebbe essere entrata in Siria.

ANAS EL ABBOUBI – Marocchino (naturalizzato italiano, alias ‘Anas Abdu Shakur’), 21 anni, residente nel bresciano, fondatore della filiale italiana di Sharia4, un movimento ultraradicale islamico messo al bando da Paesi europei fondato in Belgio nel 2010 dal predicatore filo-jihadista Omar Bakri. Arrestato nel giugno 2013. Secondo la famiglia si trova in Siria.