Francesca Iacono su Fb: “Io italiana povera, non penso migranti mi tolgano pane”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 luglio 2015 16:19 | Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2015 16:19

ROMA – “Anche se sono italiana e povera non penso che i migranti mi stiano togliendo il pane”. Francesca Iacono, 22 anni, lo scrive su Facebook e conquista la rete. Il suo post ha collezionato in poco tempo quasi 28mila “mi piace” ed è stato condiviso da oltre 10mila persone.

La ragazza parla di una povertà gestibile, raccontando la richiesta di sussidi e di alloggio nella casa popolare, le difficoltà nel trovare lavoro e il bisogno di adattarsi, senza però puntare il dito contro gli immigrati. Ecco il suo post su Facebook:

“Comunque avete rotto il cazzo con la storia che “gli italiani c’hanno bisogno prima, gli zinghiri ricchi tutto pagato”.
La mia famiglia è più povera della maggior parte di quelle dei miei contatti.
Niente di eclatante, una povertà normale e gestibile.
Cioè, i miei genitori non me l’hanno mai fatta vivere come una condanna, una tragedia, ohmiodio pietà.
Una famiglia umile.
Che negli ultimi anni sudando l’anima è riuscita persino a costruirsi delle cosine carine.

Comunque conosco a memoria la tiritera: domanda per la casa popolare, esenzione dal ticket, “mamma guarda che ho beccato l’annuncio di un’assistenza per un allettato, un’ora il pomeriggio. Ti interessa?”, linea 2 e linea 3, domanda regionale per il rimborso dell’affitto, corsi OSS offerti dalla regione, ma a Sassari? e la benzina chi se la può permettere?, ancora graduatoria per la case popolari, fila dai sociali, mamma d’estate che fa le scale per 2,50 € a inquilino nei palazzi residenziali, il padrone di casa che ti fa l’aumento a fantasia che tanto lo sa che i soldi per il trasloco non li hai, ogni anno si deve scegliere se lavorare la Vigilia di Natale o a Capodanno, che tutte e due raramente ce le possiamo permettere.

“Asco’ ma quella casa è occupabile?”
La parola “usucapione” a casa mia suona più celestiale e irraggiungibile di tutte. Ed è una delle prime parole dei grandi che ho imparato, molto prima di aoristo.
L’assegno di disoccupazione a casa nostra è un lusso, che il lavoro te lo assicurano sempre il giusto per non pagartelo.

Ma la graduatoria delle case popolari è uscita?
La macchina è di quinta mano e i libri li avevo in comodato per tutto il liceo.

Tutto questo preambolo per dire che: sì, sono un’italiana che vive da secoli al di sotto della soglia di povertà e no, i migranti non mi stanno togliendo il pane di bocca, le popolazioni rom e sinti non hanno più diritti di me.
Non sono arrabbiata con i rifugiati né penso che le difficoltà della mia famiglia siano lontanamente paragonabili alle loro.
Siete voi che siete razzisti, credete ad ogni minchiata sparata dal primo Salvini di turno, siete di un’ignoranza e di una cecità crassa e per favore smettete di usare la povertà altrui per spargere odio mentre progettate le vacanze, STRONZI”.

(Foto Facebook)