Ingroia, manifesti con i fumetti: l’editore di Dylan Dog protesta

Pubblicato il 16 Gennaio 2013 12:15 | Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio 2013 12:15

ROMA – Circolano in Rete alcuni manifesti a favore di “rivoluzione Civile” di Antonio Ingroia, con slogan realizzati utilizzando alcuni personaggi dei fumetti come Dylan Dog e Superman. La cosa non è piaciuta alla Sergio Bonelli Editore, la casa editrice che ha creato il famoso investigatore del paranormale e che ne detiene i diritti di utilizzazioni,  che ha diffuso questo comunicato ufficiale: “Sergio Bonelli Editore spa, proprietaria del nome e dei diritti di utilizzazione del personaggio Dylan Dog dichiara di non essere in alcun modo affiliata o di sostenere, con l’immagine di Dylan Dog o di qualunque altro personaggio della casa editrice, alcuna formazione politica, e diffida dall’utilizzo illecito del nome e dell’immagine delle sue proprietà intellettuali”.

Oltre a Dylan Dog, presentato come lavoratore a progetto e che esclama “basta con questi mostri che ammorbano le istituzioni” c’è ad esempio il draghetto Grisù (nei manifesti scritto in maniera errrata “Grisou”) “vigile del fuoco discontinuo” che sogna “un paese che non si nasconda dietro l’emergenza ma progetti il suo futuro”.

Oltre a loro, c’è anche Homer Simpson e i Fantastici Quattro già reclutati dal Pd (diventati in questo caso i “fantastici 5”). Non è per nulla chiaro chi abbia avuto l’idea di mettere in pista gli eroi dei fumetti per sostenere la campagna elettorale dell’ex procuratore aggiunto di Palermo. A quanto pare non sarebbe un’iniziativa ufficiale del movimento quanto piuttosto di gruppi di sostenitori che si sono spontaneamente mobilitati sulla Rete.

Ma come sono gli slogan con i personaggi dei fumetti? Indovinati? Il blog “(Sono io che ho aperto questo blog)” da cui  sono state prese le immagini che seguono scrive: “Alcuni di questi finti manifesti (…..)(difficile pensare che l’utilizzo delle immagini sia stato autorizzato) sono molto azzeccati. Altri un po’ troppo facili. Altri ancora un po’ fiacchi”.