Genova, Marco Doria contestato. Il comune: sospese Imu, Tari e Tasi FOTO-VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 ottobre 2014 8:09 | Ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2014 15:33

GENOVA –  Quando il sindaco di Genova Marco Doria è sceso in strada e ha incontrato i commercianti nelle strade del centro – martoriate dall’alluvione e dal fango – è scoppiata la rivolta: “Pagliacci, ancora parlate, dimezzatevi gli stipendi”, hanno gridato i negozianti. “Prendi la pala e pulisci”, ha detto un altro.

Un giovane gli ha urlato: “Se fossi stato il sindaco mi sarei incatenato a Roma, la gente è rovinata e voi la Tasi la mandate comunque a Roma. Siete spazzatura”. Altri gli hanno gridato: “Hai paura? Verrà anche il momento che prenderete gli schiaffi”. Un commerciante anziano, che ha subito diverse alluvioni, lo ha implorato: “Fate qualcosa”.

Il comune di Genova ha intanto deciso, come ha comunicato lo stesso sindaco Doria: Tasi, Imu e Tari sospese per chi ha subito danni.

Il cardinale Bagnasco: “Lo Stato non si nasconda”.

“Nessuno deve vedere lo Stato distratto e lento rifugiarsi dietro il primato delle responsabilità, dietro un’accettabile e macchinosa burocrazia che per assicurare legalità e trasparenza fa affondare nel fango chi ha perso tutto”. Lo ha detto il cardinale Bagnasco parlando dell’alluvione di Genova.

“E’ nelle sventure – dice il cardinale Bagnasco – che si misura il grado di civiltà di un popolo, di una nazione, la capacità di governo e la maturità di coloro che devono vigilare e provvedere ai singoli affinché possano riprendersi e le calamità naturali non si ripetano”.

Le foto della contestazione al sindaco Marco Doria.

(foto Ansa)

Volontari ancora al lavoro.

Sono tornati al lavoro anche stamani, approfittando del sole che ancora splende su Genova, gli “angeli del fango”, centinaia di giovani impegnati ad aiutare residenti e commercianti a riportare alla normalità la città colpita dall’alluvione.    Vanghe in mano, i volontari raggiungono a piccoli gruppi e in ordine sparso le zone più disastrate e iniziano subito a spostare detriti, svuotare negozi e cantine, pulire melma.

Alcuni convergono in piazza Della Vittoria dove è allestito uno dei centri mobili di comando che si occupa anche della organizzazione delle operazioni di soccorso. Sono qui anche tante squadre della protezione civile in arrivo dai comuni liguri e da regioni limitrofe.

Ancora oggi, a tre giorni dall’esondazione del Bisagno e del Fereggiano, sono ben visibili i segni della devastazione.

Le foto dei volontari, “gli angeli del fango” al lavoro (foto Ansa)

La rabbia dei volontari:

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