Genova, i primi bus in strada. Autisti divisi, tensioni e insulti in assemblea

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Novembre 2013 18:27 | Ultimo aggiornamento: 23 Novembre 2013 18:27

GENOVA – Accordo firmato e primi bus che dopo 4 giorni e mezzo tornano a circolare per Genova. Ma la situazione è tutt’altro che risolta. Perché l’accordo firmato nella notte dai sindacati e votato all’ora di pranzo da sabato dei lavoratori non è di quelli che mette d’accordo tutti. E quando i primi bus hanno lasciato le autorimesse sono iniziate le proteste. L’ala dura degli autisti, insomma, non molla. Qualcuno ha strappato la tessera del sindacato, qualcuno ha urlato “vergogna”.

Poi c’è la parte istituzionale che non può che esprimere soddisfazione. Il sindaco Marco Doria spiega: “Su questo accordo il mio giudizio è positivo. Era doveroso cercare un punto di equilibrio’. Ma l’accordo sempre secondo il sindaco ”poteva essere raggiunto senza un giorno di sciopero”.

E c’è la cosa peggiore, quella che preoccupa di più Doria, il proiettile e la lettera di minacce mandati al presidente di Amt Marco Ravera. Si dissociano i lavoratori, il sindaco parla di un “fatto gravissimo” e la procura indaga.

La normalità a Genova è ancora lontana insomma. Lo mostra la tensione all’assemblea dei lavoratori. Innanzitutto un 40% di no all’accordo. Poi gli insulti e le tessere stracciate. E poi c’è il conto della protesta: giorni di lavoro persi e multe per la precettazione. Un conto da 2000 euro per diversi autisti. Più, molto di più, di un mese di lavoro.

Il testo dell’accordo pubblicato dal Secolo XIX


Nella bozza di accordo si ribadisce che Amt rimarrà una società pubblica: «Il combinato disposto dalla legge nazionale 422/97 e della legge regionale 33/2013 – si legge nel documento – ha reso possibile dare vita a un forte piano di riorganizzazione e rilancio del sistema di trasporto pubblico attraverso la creazione di un’agenzia che sarà pienamente operativa nella primavera del 2014. È questo l’appuntamento al quale arrivare con un’Amt più efficiente e forte che rimarrà comunque pubblica».

Dunque, «al fine di portare l’azienda all’appuntamento della gara per l’affidamento dei servizi nel bacino unico regionale, che rimane l’unica prospettiva strategica di sviluppo del servizio di trasporto pubblico in Liguria, è necessario mettere in atto misure di rafforzamento e razionalizzazione aziendale su più fronti. In primo luogo dev’essere “irrobustito” l’investimento nel parco mezzi». Su questo punto la Regione si è impegnata a costituire e rendere operativa un’agenzia regionale e a reperire fondi europei per il rinnovo del parco mezzi: «Attraverso questo maggiore investimento nel parco mezzi – è spiegato nel documento – si otterrà l’obiettivo di un miglioramento del servizio e di una consistente diminuzione degli oneri a carico dell’azienda per l’attività di manutenzione».

Per quanto riguarda il disavanzo previsto dal conto economico previsionale 2014, pari a circa 8,3 milioni di euro, «l’azienda e il Comune reperiranno le risorse per 4,3 milioni» e «in tale processo il Comune e l’azienda impegnano, unitamente ad altre azioni, a verificare la possibilità di ricostituire il capitale sociale attraverso diverse misure»; i rimanenti 4 milioni saranno ottenuti «attraverso opportune intese con le organizzazioni sindacali» e a tal proposito sarà attivato un tavolo di confronto che dovrà produrre l’articolazione della proposta

Le foto (Ansa) dell’assemblea Amt