Gilles Villeneuve, una mostra a 30 anni dalla sua morte: le foto

Pubblicato il 8 Maggio 2012 11:05 | Ultimo aggiornamento: 8 Maggio 2012 11:24

(foto prese dal web)

ROMA – Coraggio, altruismo ed un misto di rabbia e orgoglio da far esplodere in pista, in una parola Gilles Villeneuve. ”L’ultimo grande pilota”, come amava definirlo un “certo” Alain Prost, capace di vendersi casa per catapultarsi nel mondo della Formula 1 diventandone un mito e di volare via da quel sabato maledetto di Zolder per atterrare nella leggenda del mondo dei motori.

Passando da quel Circus che lo aveva subito battezzato con il soprannome di “Aviatore” per il suo spericolato modo di guidare tanto da fare innamorare appassionati e tifosi della Ferrari, quelli dell’epoca e quelli che hanno imparato a conoscerlo dopo. Fan che a trent’anni dalla sconvolgente scomparsa (l’anniversario è oggi 8 maggio) si tengono ben strette nella memoria le gesta di un autentico acrobata del volante sempre sul filo dell’azzardo come nel duello di Digione all’ultimo sorpasso con Renè Arnoux o nel giro su tre ruote a Zandvoort.

Un talento nato, tanto da convincere Enzo Ferrari a portarlo a Maranello strappandolo alla McLaren che lancio’ il canadese in Formula 1 ma poi gli preferi’ proprio sul piu’ bello il francese Patrick Tambay. Casi del destino che fecero scattare il semaforo verde ad una delle piu’ belle storie colorate di rosso Ferrari che il film della regina delle corse ricordi, rara pellicola da Oscar troncata da un finale tanto anticipato quanto drammatico. Quando sul finire delle qualifiche del Gran Premio del Belgio Villeneuve volle a tutti i costi restare in pista per far meglio del compagno e amico Didier Pironi. Lo stesso che nel precedente Gp di Imola lo tradì ignorando la chiara indicazione (”slow”) dei box soffiando al canadese la meritata vittoria, in una gara dominata dalle Rosse in assenza delle vetture inglesi (Lotus, Brabham e McLaren non presero il via per una questione di regolamento relativa al peso minimo).

Fu così che alle 13:52 dell’8 maggio 1982 la velocissima vita di Gilles Villeneuve si fermò improvvisamente contro la più lenta March con il numero 17, guidata da Jochen Mass. Un impatto tremendo a 225 km, che risultò fatale per il ferrarista la cui vettura fuori controllo spiccò il volo andandosi a schiantare violentemente in un terrapieno. Un colpo al cuore rosso di tutti i tifosi del Cavallino Rampante che hanno avuto la fortuna di gustare gli anni dell’Aviatore a Maranello (dal 1977 al 1982) e che dall’8 maggio al 10 giugno potranno rivivere nella sede espositiva del Foro Boario di Modena con la mostra “Gilles Villeneuve un uomo nella leggenda”.

Un’esposizione monografica senza precedenti ed unico grande evento in Italia dedicato al pilota nel trentennale della scomparsa. Evento che sarà inaugurato dal figlio Jacques che riuscì addirittura a far maglio del padre vincendo il Mondiale di Formula 1 con la Williams nel 1997. Impresa che riportò l’intero Circus indietro nel tempo a quel Mondiale, purtroppo solo immaginario, che ”il più gran bastardo contro cui si potesse correre (così Keke Rosberg definiì Gilles Villeneuve)” avrebbe potuto e dovuto vincere con la Ferrari del “Drake”.