Gino e Mark Stocco, super-ricercati d’Australia catturati

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 29 Ottobre 2015 6:15 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2015 1:39

SYDNEY – Dopo una gigantesca caccia all’uomo di due settimane in tutta l’Australia sono stati catturati Gino e Mark Stocco, padre e figlio di origini italiane, ricercati da otto anni e considerati tra i più pericolosi criminali d’Australia. Nel loro nascondiglio in una fattoria di Dunedoo, 345 chilometri a nord-ovest di Sydney, la polizia ha trovato fra l’altro il cadavere in avanzato stato di decomposizione di un uomo di 68 anni, la cui scomparsa era stata denunciata dai familiari nei giorni scorsi.

Gli investigatori hanno raccontato che padre e figlio, nel momento dell’arresto stavano guardando fuori dalla fattoria come se aspettassero la polizia, oramai sulle loro tracce da giorni. Gli Stocco sono usciti dalla fattoria e Gino, prima che venisse ammanettato a terra, ha sfidato per l’ultima volta le autorità. Gli agenti gli hanno ordinato di alzare le mani. L’uomo però, pur essendo disarmato ha continuato a tenere le mani in tasca in segno di sfida fino a quando non è stato gettato a terra e preso in consegna dalla polizia.

La vicenda del 35enne Mark e del padre 58enne Gino che appartengono a una famiglia numerosa di immigrati italiani, ha appassionato i media e l’opinione pubblica dell’Australia perché ha riportato alla mente le storie dei banditi con inseguimenti e sparatorie e una caccia all’uomo in ben tre Stati.

Mark è accusato fra i tantissimi reati anche di aver picchiato la madre dopo la separazione dal padre avvenuta nei primi anni del Duemila (sua sorella è rimasta a vivere con la madre) e di decine di altri episodi violenti. Insieme al padre dovrà rispondere di 13 capi d’accusa, compreso il tentato omicidio per gli spari contro gli agenti e il danneggiamento di una proprietà nel Queensland nel 2007. Gino Stocco si era già fatto quattro mesi di carcere per rapina e furto.

Peter Stocco è il padre di Gino e il nonno di Mark. “Finalmente li hanno presi, ora non faranno più guai” ha raccontato l’uomo in italiano ai media australiani. A partire dagli inizi degli anni Duemila l’ottantenne ha dovuto fare i conti con i danni che i suoi due discendenti capricciosi hanno lasciato in giro. Si tratta di furti e atti vandalici che hanno provocato danni per milioni di dollari, compiuti in tre Stati australiani. L’uomo ha raccontato di non aver avuto la forza di impedire a suo nipote Mark di seguire il padre in questo scenario di criminalità cominciato con la fine del matrimonio di Gino.