Grecia, referendum. Sì e no in piazza, scontri. Tsipras: “In Ue con dignità”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 luglio 2015 20:25 | Ultimo aggiornamento: 3 luglio 2015 23:56

ATENE – La Grecia si mobilita in vista del referendum di domenica 5 luglio, confermato dal Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso dell’ordine degli avvocati greci. Nella centrale piazza Syntagma ad Atene nella serata di venerdì si sono radunati oltre 25mila sostenitori del no alla consultazione (la posizione del governo Tsipras) e ci sono stati scontri con la polizia, che ha lanciato granate stordenti. Uno dei manifestanti, vestito di nero e con un casco in testa, è stato portato via dagli agenti.

Ad accrescere la tensione è anche l’annuncio fatto dall’associazione delle banche elleniche di avere liquidità solo fino a lunedì. Quando, cioè, gli istituti riapriranno i battenti dopo una settimana di chiusura forzata a causa del fallimento delle trattative tra il governo Syriza e i creditori internazionali. Dal 6 luglio in avanti se nelle casse greche ci saranno soldi dipende dalla Banca centrale europea. Sarà l’istituto di Francoforte a dover decidere se continuare con l‘Ela, il programma di assistenza che eroga liquidità alle banche dei Paesi Ue in difficoltà.

“Le banche greche hanno una liquidità di 1 miliardo”, ha spiegato Louka Katseli, il numero uno dell’associazione delle banche greche. “La liquidità è assicurata fino a lunedì, dopo dipenderà dalle decisioni della Bce”.

Dal palco di piazza Syntagma il premier, Alexis Tsipras, ha detto:

“Oggi è la festa della democrazia, che ritorna in Europa. Tutti gli occhi dell’Europa sono sul popolo greco. Domenica non decidiamo semplicemente di stare in Europa, decidiamo di stare in Europa con dignità. Ancora una volta scriviamo insieme un momento storico, vi auguro di dire No domenica ai ricatti”.

Poro prima in un messaggio alla nazione aveva voluto spiegare ai suoi concittadini che il referendum 

“non sarà sulla permanenza della Grecia nell’euro. Ma sul fatto che accettiamo una politica che ha creato problemi al popolo, se accettiamo la morte lenta dell’economia e della società. Oppure se andiamo a un nuovo accordo che dirà fine a questi cinque anni disastrosi. Chiedo ai greci di votare con calma senza accettare ricatti e ultimatum. Il posto della Grecia è in Europa. Il report del Fmi conferma gli argomenti del mio Governo: il debito non è sostenibile”.

Tsipras ha chiesto un taglio del 30% del debito greco su vent’anni e una moratorio di 20 anni sull’ammontare restante. Infine, per chiarire la propria posizione, ha detto:

“Un ‘no’ al referendum rafforza la posizione negoziale del Governo greco e porterebbe a condizioni migliori nell’accordo”.

 

(Foto Ap)