Beppe Grillo carico al Circo Massimo: Jobs Act abbassa stipendi e licenzia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 ottobre 2014 19:18 | Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2014 21:22

ROMA – “Il Jobs Act significa abbassare gli stipendi: licenzi uno e ne assumi tre con uno stipendio più basso”. Così Beppe Grillo dal palco del Circo Massimo ha dato il via alla tre giorni dei Cinque Stelle, in una piazza che fatica a riempirsi. “L’articolo 18 – ha proseguito – è un pensiero per il quale i nostri padri hanno combattuto. L’acqua pubblica, l’istruzione pubblica, la sanità pubblica ci sono perché per centinaia di anni hanno lottato delle persone”. Poi rivolgendosi direttamente al premier, afferma: “A Matteo ora direi di essere più veloce a distruggere l’Italia e a buttarci con il culo per terra”.

Grillo ha fatto il suo ingresso sul palco con il microfono in mano, intonando il suo intervento a ritmo di blues:

“Noi andremo a governare…Io non dovrei essere su, dovrei essere giù, giù, lì con voi. Ci riprenderemo il palazzo perché in cinque anni abbiamo fatto il miracolo, anzi – aggiunge – siamo andati oltre il miracolo”.

Di qui l’attacco a Giorgio Napolitano, “colpevole” di non aver ignorato la vittoria del Movimento alle scorse politiche:

“Avevamo vinto le elezioni, con il 25% eravamo il primo movimento politico d’Italia, Napolitano doveva darci l’incarico. Se noi facevamo il governo – ha aggiunto – molto probabilmente la metà di questi non c’erano più. Invece hanno fatto le larghe intese dando la colpa a me che dicevo di no a Bersani”

E arriva al paradosso:

“Preferisco Berlusconi che lotta per le sue aziende che quei cazzo di finti amici della sinistra che per venti anni hanno fatto solo i cazzi loro”.

I tedeschi, secondo Grillo, sono mafiosi a loro insaputa:

“La Germania non è la grande locomotiva d’Europa: è all’undicesimo posto su sedici” nella crescita “e dà lezioni in Europa. Non abbiamo niente da imparare da loro. In Germania il nero è di 350 miliardi – aggiunge – sono peggio di noi. Ci sono mafia e camorra e non se ne accorgono”.

Poi rilancia un vecchio cavallo di battaglia dei Cinque Stelle:

“La nostra proposta di reddito di cittadinanza non è un obolo, un regalo ma un’offerta di sopravvivenza per chi perde il lavoro per dargli la possibilità di trovarne un altro. Il reddito di cittadinanza c’è in tutta Europa tranne che da noi ed in Grecia, questa si chiama democrazia perfetta”.

E’ un Grillo carichissimo quello sul palco del Circo Massimo. Anzi, “carico come un carillon che suonerà la sua musica migliore”, aveva detto lui al suo arrivo rassicurando militanti (e malauguranti) dopo il lieve malore di questa mattina nella sua stanza all’Hotel Forum, l’albergo dove alloggia abitualmente quando viene a Roma.

Come da programma, alle 18.45, è giunto al Circo Massimo dove è stato accolto con un boato dai pochi sostenitori già presenti. E si è subito esibito in un piccolo show accompagnato dal suo braccio destro Gianroberto Casaleggio. Insieme sono saltati su una automobilina elettrica e hanno fatto finta di fuggire da stampa e cameraman, girando attorno al Circo Massimo. I due cofondatori hanno guidato un gruppo di 3 macchine tra i riflettori delle telecamere ed i fotografi che li inseguivano. Alla guida c’era l’ex comico che scherzava con gli altri componenti dello staff.

Poi ha lanciato ii suoi primi strali contro il governo: “Renzi è un leader senza base – ha detto –  noi abbiamo una base senza leader”. Il riferimento è ai 100 mila iscritti in meno del Pd rispetto allo scorso anno. Alle nove il suo intervento dal palco.

E ha subito messo a tacere chi gli domandava dell’esistenza di una lotta intestina al Movimento per la sua successione: “Non c’è nessun problema di leadership. Nel M5s vige la regola dell’uno vale uno”.

“Siete voi che continuate a vedere il Movimento come se fosse un partito – ha sottolineato rivolgendosi ai giornalisti – Ma il nostro è un partito orizzontale dove, ad esempio, i capigruppo si alternano ogni 3 mesi alla guida dei parlamentari”.

Concetto ribadito dal guru del Movimento,

“Questa – ha ribadito Casaleggio – non è una festa per serrare le fila. Le fila sono già serrate”.

Tante le voci negli ultimi giorni che raccontavano la kermesse a Cinque Stelle come di un’incoronazione di Luigi Di Maio, il vicepresidente grillino della Camera, cui Grillo e Casaleggio hanno deciso di far chiudere la tre giorni M5s. Voci che si sono sommate ai malumori interni dovuti anche all’esclusione dalla scaletta del sindaco di Parma Federico Pizzarotti.

(Foto Ansa)

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