Imu, rendita catastale rivalutata? Rischio aumento tasse fino a 1000%

Pubblicato il 11 Novembre 2012 10:43 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2012 10:57

Foto da Libero

ROMA – Rivalutazione degli estimi catastali: per Libero potrebbe essere una vera e propria stangata sia sui proprietari sia sugli inquilini. Il giornale diretto da Maurizio Belpietro ha fatto i conti: se venisse cambiato il metodo di calcolo sulla rendita catastale, spiega Sandro Iacometti, le tasse connesse a questo valore (ad esempio l’Imu), potrebbero aumentare fino al 1000 per cento.

Mediamente il valore della casa tipo è del 267% più alto del valore catastale. La definizione delle attuali rendite, spiega Libero, risale al 1992. Da allora hanno subito una rivalutazione di solo il 5 per cento. Il governo ora vuole riallineare gli estimi catastali al valore di mercato degli immobili.

Un adeguamento, continua Libero, porterebbe però il livello della tassazione a livelli insostenibili. Il valore dell’imponibile aumenterebbe del 400% circa a Palermo, Napoli e Venezia, del 252% a Roma. del 172% a Milano

Iacometti spiega nel dettaglio in cosa consisterebbe la riforma allo studio del governo: Il meccanismo a cui stanno lavorando i tecnici di Via XX Settembre si articola principalmente sulla distinzione tra “valore patrimoniale” dell’immobile e“rendita catastale”. Il primo sarà determinato partendo dai valori di mercato stabiliti dall’Omi (l’Osservatorio immobiliare dell’Agenzia del territorio) e applicando correttivi di tipo statistico, in sostanza un algoritmo, che tengano conto della situazione dell’immobile. La seconda (abbandonando gli attuali estimi catastali e il numero dei vani) sarà invece calcolata partendo dai valori locativi annui espressi al metro quadrato (sempre elaborati dall’Agenzia del Territorio) e applicando una riduzione corrispondente alle spese di gestione dell’immobile.

Dunque, il valore sarebbe moltiplicato per la superficie. E, se le tasse sulla casa dovessero essere connesse a questo nuovo valore, i numeri sarebbero impressionanti: il valore di mercato di una casa, attualmente è del 267% in più rispetto a quello catastale.

Iacometti cita anche il direttore dell’Agenzia del territorio, Gabriella Alemanno, secondo cui, stando alle rilevazioni più recenti, «per le abitazioni il valore corrente di mercato è pari, in media, a 3,73 volte la base imponibile a fini Imu». Mentre i canoni degli affitti «sono mediamente superiori di 6,46 volte le rendite catastali».